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Ora legale, si torna a spostare le lancette

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 si torna all’ora legale: le lancette dovranno essere spostate avanti di sessanta minuti, dalle 2 alle 3.

Anche quest’anno l’ultima domenica di marzo coincide con il ritorno dell’ora legale e che prende il posto di quella solare e con il temuto giorno in cui si dorme un’ora in meno.

In compenso per i prossimi sette mesi guadagneremo un’ora di luce.

L’ora in meno di sonno può provocare alcune conseguenze sul nostro organismo quali le alterazioni del sonno e stress con stanchezza e difficoltà di concentrazione ma anche anche stress psicologico e cardiovascolare.

Le persone che potrebbero maggiormente risentire del cambio dell’ora sono coloro che hanno già una salute cagionevole o sono più vulnerabili, come i pazienti cardiaci e chi ha disturbi del sonno e dell’umore.

Ad essere più vulnerabile alle conseguenze del cambio dell’ora è anche chi soffre di depressione e disturbi dell’umore.

L’introduzione dell’ora legale

L’ora legale fu adottata per la prima volta in Inghilterra nel 1916 e subito dopo dagli altri paesi europei con lo scopo di risparmiare energia durante il periodo della Guerra.

In passato l’ora legale veniva stabilita di volta in volta. Ora è convenzione fissare l’entrata in vigore dell’ora legale all’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare all’ultima domenica di ottobre.

A febbraio la deputata francese Karima Dalli, sostenuta da altri deputati, ha proposto al Parlamento europeo l’abolizione dell’ora legale poiché su una grande percentuale della popolazione del continente avrebbe gli stessi effetti del jet lag.

Il Parlamento però ha respinto la proposta e quindi l’ora legale continua ad avere una durata di sette mesi e a farci perdere inesorabilmente un’ora di sonno.

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