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CASE, Benedetti diffida Biondi

Lo denuncia dell'ex presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti, animatore dell'associazione politica Globuli rossi, che "diffida pubblicamente sindaco e assessore per mancata assegnazione case post sisma".

“Dalla mancata applicazione del bando per le fragilità sociali potrebbe derivare un danno erariale rilevante per le casse del Comune dell’Aquila”. Lo denuncia in una nota l’ex presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti, animatore dell’associazione politica Globuli rossi, che “diffida pubblicamente sindaco e assessore”.

“Il giorno 22.12.2016 fu pubblicato, a cura del dirigente del settore Affari sociali, l’avviso pubblico per l’assegnazione temporanea degli alloggi appartenenti al compendio immobiliare denominato Progetto C.a.s.e., in esecuzione della deliberazione del Consiglio comunale dell’Aquila  n°177/2011″.
A mezzo di tale deliberazione si stabilì, infatti, che al termine della emergenza abitativa, gli alloggi del compendio immobiliare potessero essere destinati ad altre categorie come quella degli appartenenti all’area comunemente definita di ‘fragilità sociale’, agli studenti universitari, agli anziani, alle giovani coppie, ai coniugi separati, agli artisti, agli atleti agonisti, al libero mercato.
Il termine utile per la presentazione delle domande fu fissato alla data del  30.1.2017 – continua Benedetti – Oltre al canone di compartecipazione alle spese condominiali fu previsto nell’avviso in questione, l’obbligo del pagamento di un canone di locazione (esclusi gli aventi diritto ad un canone sociale in misura più ridotta) determinato in relazione ai cosiddetti ‘patti territoriali’, in misura oscillante da  un minimo di euro 22,96 mq/annuo per le abitazioni site nella zona di Bagno Pianola ad un massimo di euro 64,20 mq /annuo per le abitazioni site nella zona di L’Aquila Sant’Antonio.
Ciò in perfetta conformità con quanto stabilito, al riguardo, nella delibera n°29/2015. Tale Bando risulta immotivatamente disapplicato dalla nuova amministrazione comunale pur avendo, per intero, il medesimo completato l’iter di approvazione e quello applicativo. Risultano, infatti, acquisite da tempo le domande dei richiedenti che, peraltro, allo stato nutrono un diritto legittimo all’assegnazione peraltro tutelabile giudizialmente.
Allo stesso modo risulta finanche redatta dalla precedente amministrazione la graduatoria definitiva degli aventi diritto. Ciò ha determinato la mancata assegnazione ed il mancato utilizzo di circa 630 appartamenti rimasti da oltre 9 mesi vuoti ed in situazione di progressivo deperimento a seguito della mancata opera di  manutenzione.
Tali immotivate scelte della amministrazione comunale potrebbero comportare la produzione di un danno di rilevante entità all’erario pubblico corrispondente all’ammontare dei mancati introiti derivanti dalle singole assegnazioni, al mancato pagamento dei canoni di compartecipazione ed al deperimento degli immobili.
Va detto – aggiunge Benedetti – che nel frattempo sono state assegnate anche abitazioni a richiedenti, in barba al Bando pienamente operativo. Dunque alcuni amministratori pubblici hanno eluso, furbescamente, di applicare i rigidi criteri di assegnazione imposti dalla normativa regolamentare che è comunque imperativa e vincolante.
Per tali ragioni diffidiamo il sindaco e l’assessore competente a dare piena applicazione all’avviso pubblico in questione”.

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