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Come rilanciare l’economia dei borghi montani

Fare impresa nei piccoli comuni montani per rilanciare l’economia del Basso Aterno.

“Fare Impresa nei piccoli comuni montani, esperienze a confronto” è il tavolo tecnico che si è aperto a Fagnano Alto, il primo di una serie di iniziative per rilanciare il territorio attraverso il turismo. Questo incontro è la prima iniziativa di una serie di manifestazioni che si terranno nei prossimi mesi nei nostri territori e fa parte di un progetto denominato “Paesaggi lenti”, pensato dalle Amministrazioni comunali di Acciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Poggio Picenze, San Demetrio né Vestini, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo ed organizzato dalle Cooperative Sherpa ed Ilex, che ha lo scopo di far conoscere e valorizzare il nostro territorio, le nostre tradizioni, le nostre eccellenze ed i nostri prodotti tipici.

Al tavolo erano presenti i Sindaci di Fagnano e San Demetrio  come rappresentanti del territorio dell’area omogenea 8 e gli imprenditori della valle Subequana.

I Sindaci hanno introdotto il dibattito sottolineando la necessità di muovere il mondo imprenditoriale in modo sinergico e con una mentalità di territorio che superi ogni residuo campanilismo ancora esistente e che segui un modello di sviluppo condiviso oltre alla necessità di aumentare i servizi e le infrastrutture di collegamento con i bacini di riferimento che nell’immediato sono Roma e Pescara. Al dibattito sono intervenuti gli imprenditori Manuela Cozzi, Nicola Ursini, Domenica Cerasoli, Mariaelena Napodano, Gianluca Furore, Alessio Di Giulio, Igor Antonelli, Saskia, Letizia Cucchiella che hanno raccontato la loro esperienza evidenziando comuni problemi e soluzioni.

I problemi sono rappresentati da un’eccessiva burocrazia che spesso non dà risposte e indirizzi alle nuove forme imprenditoriali, i servizi che sono scadenti e non a misura di territorio, dalla politica che risponde “fuori tema” distribuendo risorse dove non servono, dalla mancanza di collaborazione fra imprenditori stessi ognuno chiuso a coltivare il proprio orticello, dalla ricostruzione che non tiene conto di chi sul territorio opera e lavora, dal parco che non funziona.

Le forze messe in campo sono le più diverse e innovative: turismo esperienziale, turismo verticale, utilizzo di un marchio rappresentativo del territorio (zafferano e tartufi), oasi naturalistiche, trekking con gli asini, associazionismo di scopo, ristorazione a km 0, bioagriturismo; attività portate avanti con molta passione e con pochi ricavi.

Emerge sempre la stessa necessita: quella di fare rete, di comunicare, di collaborare, di creare un’offerta articolata, di promuoversi all’esterno. Su questo argomento il comune di San Demetrio ha ribadito che un ruolo centrale in questo processo lo avranno le Grotte di Stiffe, che si avviano a diventare quello che devono essere: un volano economico a cui agganciarsi.

Altre iniziative potrebbero stimolare il mercato immobiliare  approfittando dei prezzi bassi e del fatto che acquistando un rudere lo si vedrà riqualificato con la ricostruzione all’ 80% ampliando l’offerta dell’ accoglienza.

Nel dibattito degno di nota l’intervento di Stefano Cardelli che ha evidenziato come anche altri territori, vedi le baronie del Gran Sasso, si stanno muovendo nella stessa direzione e che è ora di smetterla di piangersi addosso e di fare massa critica fra gli imprenditori in modo da essere ascoltati e da riprendere  in mano il proprio futuro.

Concludono l’incontro i Sindaci di Fagnano e San Demetrio i quali si auspicano che da questo incontro nascano sinergie nuove e tavoli perenni di confronto tra amministrazioni comunali e imprenditori per stimolare nuove iniziative  eliminando così tutte le criticità evidenziate nel dibattito dagli imprenditori intervenuti.

 

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