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Otto marzo: Festa della Donna

Anche le mimose, in piena fioritura ed in tutto il loro splendore, quest’anno sono puntuali all’appuntamento dell’8 marzo.

Essere donna non è facile, in nessuna parte del mondo. Non è facile per ciò che ad ognuna di loro si richiede e non è facile per il valore che le si attribuisce.

L’8 marzo nel giorno in cui tutti, tv, radio, televisione inneggiano alle donne, bisogna ricordarsi che le appartenenti al gentil sesso sono dimenticate, vilipese, uccise, fatto oggetto di mercato ed indifferenza, costrette al triplo di fatica per ottenere meno della metà, talvolta solo il diritto ad esistere.

L’8 marzo, che dovrebbe essere tutti i giorni, per dire a note chiare con decisione e coraggio: mai più.

Mai più a ogni forma di violenza sul corpo femminile e ad ogni violenza di genere.

Occorre ripartire dall’educazione, dai valori fondanti e dal rispetto dell’uno verso l’altra fin dalla scuola materna.

Oggi – rispetto al passato, grazie ai centri anti violenza che stanno sorgendo un po’ ovunque – la donna ha la possibilità di essere seguita e accompagnata per ricevere assistenza e soprattutto non sentirsi sola.

Inoltre recentemente è stata approvata una legge per la tutela dei figli rimasti orfani a causa di crimini domestici che prevede l’equiparazione alle vittime della mafia cui viene assicurata assistenza gratuita medico – psicologica ed attribuita la quota di riserva prevista per le categorie protette.

Al di là di ogni credo religioso o filosofico, la vita è un diritto inalienabile e prezioso che va quotidianamente valorizzato e salvaguardato.

La mentalità vigente del nostro secolo, dominato da ritmi frenetici e attenzione estrema alle regole dell’apparire, invece che a quelle di essere se stessi fino in fondo con il nostro bagaglio culturale ed umano, privilegia l’arrivismo.

Esso non aiuta di certo il consolidamento dei rapporti tra generazioni né favorisce quel clima di collaborazione e rispetto necessario ad intraprendere il camino comune verso la effettiva parità dei sessi.

8 marzo

Il rapporto uomo donna, in particolar modo nel campo lavorativo, ma più in generale nella vita di tutti i giorni, può avere risvolti indubbiamente positivi se improntato alla collaborazione, alla fiducia reciproca.

Tante le iniziative, dal nord al sud del Paese, organizzate per la festa internazionale della donna nell’intento di imporre quella mentalità di rispetto necessaria alla pacifica convivenza, salvaguardando l’universo femminile e garantendo alle nuove generazioni un futuro di reale giustizia e parità tra i sessi.

È stato organizzato, tra le altre, all’Aquila dalla Casa delle Donne, uno sciopero globale delle donne per l’8 marzo con un corteo per sensibilizzare contro la violenza di genere.

L’appuntamento è alle 15.30 alla fontana luminosa.

Una mostra sarà allestita a Palazzo Fibbioni, dall’8 al 17 marzo indaga la donna a 360 gradi partendo dall’idea del pannolino: esposti i lavori di 58 artiste italiane e internazionali che hanno interpretato la femminilità lavorando sulle pezze bianche di cotone e di lino.

Giovedì 8 Marzo a partire dalle ore 9.30 presso l’Auditorium “Elio Sericchi” della Bper, ci sarà la proiezione del film Erin Brockovic “Forte come la verità di Steven Soderbergh (Usa, 2000)”.

L’iniziativa culturale è organizzata e promossa dall’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” in collaborazione con la Bper – L’Aquila.

In questo giorno della loro festa festa è doveroso ricordare le tante donne che nel nostro Paese hanno dato il meglio di se stesse a volte fino all’estremo tributo della vita.

Penso alle donne partigiane, alle tante massacrate nei campi di concentramento, alle famose mondine che si spaccavano la schiena nelle risaie per otto ore al giorno, alle tante mamme di famiglia che in nome dei loro figli sopportavano e sopportano ogni angheria tra le mura domestiche.

A queste donne, a tutte le donne del mondo che soffrono l’ingiustizia della povertà e l’assurdità della guerra ed hanno scritto, con inchiostro indelebile, interi capitoli della storia del Paese, il mio rispetto e la mia gratitudine.

A tutte le donne, le mamme, le amiche del mio Abruzzo terremotato, e delle regioni limitrofe colpite dallo stesso
dramma, la mia umana e solidale vicinanza. W l’8 marzo…W le donne!

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