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Fare Centro: è il giorno della Linea B

Illustrata la graduatoria provvisoria della linea B del Bando Fare Centro che sostiene le attività economiche che si insediano nei centri storici dell’Aquila, delle sue frazioni e dei comuni del cratere post-terremoto del 2009.

LINEA B: Idonei – Idonei con riserva – Esclusi

Presenti il vicepresidente Giovanni Lolli, il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e i sindaci del cratere, le associazioni professionali e di categoria.
«Questa conferenza stampa – ha sottolineato Lolli – avremmo potuto farla una settimana fa, ma non sarebbe stata una cosa seria per via della campagna elettorale. Stiamo facendo una cosa seria per aiutare chi rientra nei centri storici. La linea B aveva 520 domande, di queste 401 sono state ammesse: vale a dire il 76 per cento».
La metà dei 401 stanno a L’Aquila il resto nei comuni. 131 attività soldi servizi alloggio e ristorazione, 56 attività professionali, 50 commercio all’ingrosso tra le tipologie maggiori. «Una distribuzione equa – precisa Lolli – che non trasforma L’Aquila in un ‘pubificio’ come detto erroneamente». La dotazione finanziaria per il biennio è di 12 milioni di euro di cui 5 milioni per l’ annualita 2017.
La pubblicazione della graduatoria, annunciata per la metà di dicembre, è stata più volte rinviata. Si è preferito attendere i risultati elettorali delle politiche del 4 marzo prima di rendere pubblici i nomi.
Il bando Fare Centro stanzia complessivamente 12 milioni di euro, presi dal 4% dei fondi per la ricostruzione, per gli operatori che hanno avviato o intendono avviare l’attività ex novo successivamente al terremoto. Tantissime le domande: sono state molte più del previsto le domande ammesse alla linea B del bando Fare Centro tanto da avere la necessità di cercare nuovi fondi.
Ci vorranno, probabilmente, mesi prima che gli idonei inizino ad ottenere le somme riconosciute.

 

Fare Centro punta a un “completo scorrimento della graduatoria con l’immissione di ulteriori finanziamenti” – hanno detto Lolli e Rivera.

“Dai soldi del 4% abbiamo messo a disposizione molte risorse, abbiamo avuto un assorbimento sorprendente che testimonia la voglia di lavorare nei nostri centri storici. Queste risorse non sono soluzioni salvifiche, sono una parte delle cose che si possono fare”- aggiunge Lolli.

La Linea B, destinata agli operatori che hanno avviato o intendono avviare l’attività ex novo successivamente al terremoto, gode ad oggi di 3,6 milioni di euro, alla A sono andati 7,2 milioni.

Delle 401 domande pervenute, 201 interessano il comune dell’Aquila, di cui 42 il solo centro storico.
“I piccoli comuni sono stati considerati nell’insieme e questo ha creato delle disparità con le frazioni dell’Aquila per cui abbiamo considerato solo il centro storico. L’obiettivo è evitare fittizi centri storici cosa che va contro l’obiettivo prefissato”.

 

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