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Rocce viventi a Stiffe come in Romania, si indaga foto

Avete mai pensato a una pietra come ad un essere vivente? Difficile da immaginare, eppure in Romania sono state scoperte delle rocce eccezionali, in grado di riprodursi. I geologi e i ricercatori dell’Università dell’Aquila studiano il fenomeno sul campo.

[Di Francesca Marchi – foto Elio Ursini]
Sì è conclusa la spedizione Ursus Geologicus condotta dal team del laboratorio di Geologia e Sismologia dell’Università degli Studi dell’Aquila. L’obiettivo del viaggio, in accordo con l’università di Bucarest, è stato prelevare DNA di “pietre viventi” di origine batterica.
Si è ipotizzato uno studio per il confronto del DNA delle famose pietre vive in Romania con quello di alcune concrezioni di “origine batterica” che sarebbero presenti all’interno dalle grotte di Stiffe.

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Raggiungiamo telefonicamente Ambra Ciotti in viaggio verso L’Aquila con il geologo Antonio Moretti, i ricercatori Elio Ursini e Gianluca Ferrini. “Siamo in Slovenia oggi, carichi e ricchi dopo questa esperienza”- racconta Ambra.

A Stiffe rocce di origine batterica come in Romania

Ambra, speleologa e tra i responsabili amministrativi delle Grotte di Stiffe, ha molto a cuore questa “spedizione” perché lo studio coinvolgerà, in futuro, anche le Grotte del comune vestino.

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“Si metteranno a confronto i due DNA: quello dei trovanti in Romania, con quello delle nostre grotte. Preciso che si provvederà a valutare la fattibilità del progetto nel massimo rispetto della grotta e delle normative vigenti”.

“Abbiamo concordato di stipulare e a breve un accordo di ricerca tra l’Università dell’Aquila ed il Servizio Geologico Nazionale della Romania, anche a scopo di integrazione didattica tra i nostri due paesi. Posso anticipare subito che abbiamo potuto fare interessantissime osservazioni sulla natura biologica di queste strane pietre, che potrebbero aprire notevoli prospettive di ricerca nel campo delle Scienze della Terra e della Vita” – così il geologo Antonio Moretti nel video girato nella zona di di Horeuz.

Il fenomeno delle pietre viventi

Le rocce hanno delle caratteristiche così uniche da essere considerate delle rocce vive. Formazioni di 6-8 millimetri, possono arrivare a formarsi in rocce da 6 a 10 metri di diametro. Crescite sbalorditive, anche se in tempi molto lunghi: in media, per una crescita di 5 centimetri servono 1200 anni.

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“Rocce costituite da comunità di batteri molto antichi che derivano da ceppi vecchi di quache miliardo di anni che producono il carbonato di calcio. Sono prodotte dall’attività di numerosissimi batteri calcificatori che traevano energia dalle sorgenti alcaline del mantello. In sezione le concrezioni risultarono composte da minutissime cellule minerali rivestite al loro interno da composti organici complessi, generati anche essi dalle reazioni chimiche tra le acque alcaline, calde, del mantello e le acque, acide e fredde, del fondale marino. Dopo la scoperta delle sorgenti alcaline e delle bioconcrezioni calcaree dei fondi oceanici, sempre più scienziati ipotizzano che le prime forme vitali abbiano preso l’avvio da un tale tipo di cellule minerali, aprendo affascinanti ipotesi sul’origine della vita”- spiega Moretti.

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