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Politiche 2018, le reazioni

All’indomani dell’election day molteplici le reazioni e i commenti a caldo dei politici e degli addetti ai lavori.

 

 

Parole di soddisfazione per il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano.

«Forza Italia è stato l’argine più credibile al dilagare del M5S in Abruzzo, attestandosi autorevolmente come secondo partito nella regione sia alla Camera sia al Senato e come capofila della coalizione di centrodestra».

«L’analisi del voto sancisce non solo la tenuta di Forza Italia, ma anche e soprattutto un risultato elettorale ben al di sopra della media nazionale, a riprova del radicamento nel territorio e della capacità di veicolare idee e programmi da parte di donne e uomini candidati, nonché dei simpatizzanti, dei collaboratori e dei volontari che si sono impegnati in questa campagna».

 «Il centrodestra è l’unica alternativa concreta alla deriva della protesta fine a se stessa, con progetti seri che sapremo portare sui tavoli nazionali per far ripartire il nostro Abruzzo, dove si è consumato il naufragio politico ed elettorale del PD, che abbiamo surclassato in ogni collegio, abbattendo un monopolio che si è rivelato illusorio, fatto di promesse e di vuoti proclami».

 «Vorrei qui sottolineare l’exploit di Antonio Martino, che ha superato quota 42%, e di Gaetano Quagliariello, che ha sfiorato il 40%. Forza Italia riparte di slancio e dimostra di essere interlocutore affidabile, da autentico protagonista della scena politica regionale».

 

Il neoeletto deputato Antonio Martino: “Forza Italia a L’Aquila ha arginato l’avanzata grillina”.

«Nel mio collegio e in Abruzzo abbiamo dimostrato che se si lavora con umiltà, passione, abnegazione, disponibilità e professionalità si può contrastare con successo l’avanzata grillina che si è fatta molto pericolosa».

Così il candidato al proporzionale alla camera nel collegio dell’Aquila per Forza Italia, l’imprenditore Antonio Martino, in un commento a caldo dopo la sua elezione.
«Ho parlato al plurale – spiega ancora il neo deputato, imprenditore di 41 anni – perché in questo risultato ha contato in maniera determinante il lavoro di squadra, e mi riferisco ai miei collaboratori e ai dirigenti del partito, che ringrazio come ringrazio gli straordinari elettori di un territorio al quale sono molto legato. Naturalmente, riconfermo la mia gratitudine al presidente Berlusconi per avermi dato questa opportunità. Ora comincia una fase nuova con L’Aquila e la sua provincia che hanno bisogno di
protagonismo: iniziamo ad operare seriamente sul lavoro portando nuovi insediamenti e, soprattutto, nuova occupazione per il rilancio di zone ancora martoriate dalla tragedia del terremoto e che cercano un meritato rilancio».

 

Del Corvo esprime soddisfazione per un “traguardo raggiunto con una squadra forte che guarda al futuro della provincia”.

«Un buon risultato che attesta la solidità della coalizione di centrodestra nella nostra provincia – questo il commento di Antonio Del Corvo, candidato alle politiche con Forza Italia, che ha lottato in questi ultimi mesi affianco al gruppo ricompattato del centrodestra aquilano, contribuendo al traguardo raggiunto -, una coalizione forte che ha saputo ricostruire una proposta concreta per la nostra provincia, regione e per l’intero Paese.

Lo dimostra la percentuale che Forza Italia ha raggiunto nella Marsica e in particolare a Celano, dove il partito è arrivato a toccare soglia 21,49%, attestandosi come primo della coalizione. Una squadra, quella del centrodestra, che si è distinta in tutta la provincia per i consensi ottenuti, a riprova del grande lavoro della nostra coalizione e del desiderio comune dei cittadini di cambiare direzione.

Con questi numeri Forza Italia L’Aquila merita il diritto di indicare il candidato governatore per il centrodestra alle prossime regionali del 2019.

Antonio Martino, Gaetano Quagliariello, Nazario Pagano e Paola Pelino, saranno i parlamentari che porteranno la nostra rivincita e l’Abruzzo a ricollocarsi nelle posizione che merita, nei settori cardine per la ripresa.

A tutto ciò, non mancherà il sostegno di un nuovo governo regionale per il quale stiamo già lavorando alacremente che cambierà il passo all’intero Abruzzo. Per adesso, desidero fare i migliori auguri agli eletti per aver raggiunto un punto di partenza dal quale far emergere un lavoro proficuo e incisivo che determini grandi opportunità per gli abruzzesi».

Le dichiarazioni di Stefano Morelli, coordinatore comunale di Forza Italia

«A L’Aquila Forza Italia si conferma colonna portante del centrodestra e maggiore argine all’exploit pentastellato. A due giorni dalla tornata elettorale che ha ridisegnato la mappa degli equilibri della politica italiana, è il momento dell’analisi territoriale di un voto che premia la credibilità del movimento politico forzista e l’unità della coalizione di centrodestra.

L’affermazione di Forza Italia, che nel capoluogo ottiene un lusinghiero 19,07%, in controtendenza con il risultato nazionale del nostro partito, dimostra che una guida politica lungimirante può rappresentare un importante valore aggiunto. Ma il dato di maggiore rilevanza in questa tornata resta la tenuta di una coalizione di centrodestra che, se coesa verso un obiettivo comune, risulta vincente.

Sono doverose, però, alcune considerazioni sulla bontà delle scelte che hanno permesso si cogliesse questo risultato affinché da domani si lavori in questa direzione per stimolare un’ulteriore crescita del movimento politico forzista in città.

In linea con le indicazioni ricevute dal Coordinatore Regionale, Sen. Nazario Pagano, Forza Italia ha dimostrato a L’Aquila una forza ed una vitalità come in poche altre parti del territorio nazionale, restando asse portante della coalizione di centrodestra e movimento politico guida dell’Amministrazione Comunale.

Credibile e lungimirante si è rivelata la scelta del candidato sul collegio uninominale L’Aquila- Marsica- Alto Sangro.

L’On. Antonio Martino ha da subito dimostrato un particolare feeling con il nostro territorio e i contenuti della sua e della nostra campagna elettorale si sono dimostrati vincenti.

La risposta dell’elettorato aquilano, al quale va il nostro grazie, non si è fatta attendere e ha decretato, con il voto, la bontà della nostra proposta e delle scelte operate dal nostro movimento politico.

È da qui che deve ripartire la nostra azione affinché, anche l’elettorato deluso dalla politica che ha preferito il voto di protesta scegliendo i 5 stelle, possa tornare ad apprezzare i nostri valori ed il nostro impegno nel dare risposte concrete alle istanze e ai bisogni dei cittadini».

 

Marco Rapino, Segretario regionale Pd Abruzzo: “La sconfitta del Pd in Abruzzo è chiarissima e non ci sono scusanti”

«Da segretario regionale offro la mia piena disponibilità per ogni percorso di riflessione che il PD affronterà sia a livello nazionale che regionale. Il nostro è un voto, sia nell’affluenza sia nel risultato, che ci lega al trend del sud, dove il PD in ogni regione ha perso tra 8 e 10 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2013. In Calabria dal siamo passati dal 22,3 al 14, in Campania abbiamo perso 9 punti, così anche in Basilicata (-9), In Sardegna – 10, inAbruzzo circa -9 . Tutte regioni governate dal PD. Si è votato poco tenendo conto dei candidati, a cui va un enorme ringraziamento per essersi battuti con coraggio e generosità, perché dietro questo voto di opinione si afferma una forte disaffezione che ha ragioni profonde, soprattutto nel Mezzogiorno. Ci sarà molto da approfondire nei prossimi giorni, sapendo che non c’è un destino personale da difendere, ma ricostruire quello collettivo».

 

Marinella Sclocco: “tempesta sulla sinistra, ma servirà per ripartire”

«Non rinnego neanche un secondo il percorso fatto. Neanche un secondo – esordisce così l’assessore regionale di LeU, Marinella Sclocco, commentando i risultati del voto – Le antenne tese sui territori ci avevano fatto capire, chiaramente e più di un anno fa, che le politiche di quel centrosinistra non davano alcuna risposta alle persone, che c’era un vento diverso ed una voglia forte di stravolgere tutto. Abbiamo per questo iniziato un percorso diverso – spiega la Sclocco – sperando di contenere l’emorragia, di dire almeno al popolo di sinistra, che l’alternativa c’era ed era Liberi e Uguali».

«Io sono di sinistra, non posso rinnegare i miei valori e diventare altro – continua l’assessore regionale di Liberi e Uguali – Abbiamo fondato un movimento di sinistra perché per me e per molti di noi quella è la visione più giusta ed in soli 3 mesi siamo andati alle elezioni. Con molti tumulti, ma abbiamo fatto le liste e la campagna elettorale: una campagna bella, fatta sui territori, una campagna vera. Mai un passo indietro rispetto a questo progetto e un grande sostegno ai candidati che si sono impegnati a dare e a costruire in così breve tempo un’alternativa e delle risposte chiare per raggiungere l’obiettivo di ridare una casa a quanti sembravano averla perduta».

«Abbiamo convinto poco – continua ancora l’assessore Sclocco -forse perché le risposte non avuto il tempo di farsi sentire e così la tempesta ha travolto la nostra barca nel mare. Ma abbiamo creato una squadra, la nostra piccola squadra. Il nostro equipaggio. E so che non si può cambiare perché il vento cambia, non sarei più io. Ed allora saremo sempre lì, nonostante il vento, perché bisogna ripartire e ripartire in fretta. Non ci si può arrendere. Quando la politica non riesce più a dare risposte – conclude l’assessore LeU – si radicalizza e ritornano forze estremistiche che attecchiscono laddove i problemi sono più gravi. Perché? Perché queste forze si mascherano da potenza decisionista, che millanta risposte forti ai problemi e che ora, vedremo, se riuscirà a dare davvero soluzioni. Lo spero perché ho a cuore la mia Italia. Le nostre sono e saranno sempre risposte di sinistra, costruite sui diritti e sulle comunità e non sui muri, e sono certa che se anche il percorso si allunga, da lì dobbiamo ripartire. E lo faremo».

 

Gianni Melilla, deputato uscente di Art.1 Mdp, parla di una “Caporetto di LeU”

Queste le parole del deputato uscente di Art.1 Mdp – LeU Gianni Melilla: «Registriamo la più grave sconfitta elettorale e politica del centrosinistra e della sinistra italiana nella storia repubblicana: una vera e propria Caporetto. In Abruzzo LeU si colloca molto al di sotto presi da Sel 5 anni fa. A Pescara quasi la metà in meno. Non vi è stato nessun valore aggiunto, anzi LeU ha perso voti rispetto a Sel.

Per  il risultato catastrofico di LeU ci sono responsabilità evidenti in chi ha gestito e deciso il profilo programmatico, le candidature e la campagna elettorale, con rara miopia politica e maleducazione personale.
Il dato di 118 pluricandidature, senza nessun rispetto per i territori e la democrazia riassume la vergogna di una gestione personalistica che è stata respinta dagli elettori di sinistra, che non hanno riconosciuto capacità innovativa e democratica al progetto di LeU.
Su importanti questioni come ad esempio, la riforma Fornero che ha sequestrato la vita di milioni di lavoratori, LeU è apparsa reticente.
Dare la colpa di tutto alla politica degli ultimi 3 anni del PD e a Renzi non è stato credibile, le responsabilità del fallimento di LeU hanno origini più profonde e coinvolgono tutte le personalità che hanno diretto il centrosinistra e la sinistra italiana negli ultimi venti anni.
Per un anno i dirigenti autonominatisi  di MDP hanno negato un congresso democratico, hanno fatto e disfatto tutto, prima hanno scelto Pisapia e poi Grasso, ma sempre pensando di dare le carte senza nessun controllo da parte di organismi democratici.
Chi ha gestito le candidature dovrebbe dirci perché non sono stati ricandidati gli unici due operai parlamentari ( un senatore della Fiat di Melfi e una senatrice dell’Arsenale di Taranto), perché si è abbandonata la candidatura emblematica  del medico di Lampedusa, perché in Abruzzo sono stati imposti ben due capilista esterni nei collegi di Pescara-Chieti e L’Aquila-Teramo così come è stato fatto in tanti altri collegi italiani.
Non c’è Regione italiana senza paracadutati e pluricandidati.

Si è aggirato in modo indegno anche la parità di genere con una gestione furba delle pluricandidature.
Per questi motivi chi ha sbagliato deve mettersi da parte lasciando gli incarichi a cui si è autonominato un anno fa, in MDP va subito calendarizzato un Congresso democratico in cui definire linea, profilo ideale e programmatico e gruppi dirigenti».

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