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Cementificio, ignorata richiesta di Consiglio

Intervento dei consiglieri di opposizione Vittorio Lattanzi, Michele Di Cesare e Virgilio Lattanzi a seguito della nota del sindaco di Cagnano Amiterno, Iside Di Martino, sul cementificio.

I consiglieri di opposizione replicano dopo la nota inviata dal primo cittadino di Cagnano Amiterno sulle attività del cementificio, chiedendo la convocazione di un Consiglio comunale a tema, già richiesta e rimasta nel cassetto.

Cementificio, le precisazioni della minoranza: «La richiesta di Consiglio ignorata».

«Per prima cosa – scrivono i consiglieri di opposizione – vogliamo puntualizzare che quando il sindaco parla di amministrazione comunale si riferisce solo ed esclusivamente alla sua maggioranza. A seguito dell’utilizzo del Css nel cementificio di Cagnano, considerato che  tale problematica riguarda tutta la cittadinanza e tutto il consiglio comunale (lo scriveva  l’attuale sindaco nel 2014 quando era consigliere di minoranza) in data 29/11/2017 abbiamo chiesto al sindaco Iside Di Martino la convocazione di un consiglio straordinario per  trattare il seguente ordine del giorno “Utilizzo del css (combustibile solido secondario) presso il cementificio di Cagnano Amiterno discussione in merito e votazione”, come previsto dalle normative vigenti. Considerato che, “molto democraticamente” non ha provveduto nei termini di legge abbiamo interessato del tutto la Prefettura, la quale con una nota indirizzata al Sindaco Iside Di Martino tra le tante cose  gli chiarisce che…. “malgrado la richiesta presentata da loro tre (e quindi in numero superiore ad un quinto dei consiglieri assegnati) ai sensi dell’art. 26 comma 6 dello statuto comunale, la s.v. non ha provveduto  a convocare il Consiglio comunale straordinario per discutere su un ordine del giorno recante “utilizzo del C.S.S presso il cementificio di Cagnano Amiterno- discussione in merito e votazione…”. L’occasione è propizia per richiamare l’attenzione sulla primaria norma di riferimento, rappresentata dall’articolo 39 del D. L.gs. n° 267/2000 prima che dalle norme regolamentari comunali, sull’obbligo da parte del Sindaco o del Presidente del Consiglio comunale di procedere alla convocazione dell’organo assembleare, ove richiesto da un quinto dei consiglieri, nel termine di 20 giorni, per la trattazione specifica delle questioni richieste. Si precisa al riguardo, secondo quanto affermato da consolidata giurisprudenza, che non può ammettersi che il sindaco o il Presidente del Consiglio comunale effettui una preventiva valutazione degli argomenti proposti, spettando ad esso soltanto la verifica formale che la richiesta provenga dal prescritto numero dei soggetti  legittimati, senza possibilità di sindacarne l’oggetto». Da qui l’invito «a voler provvedere con tempestività e comunque entro e non oltre il termine di 20 giorni dalla data di ricezione della presente, alla convocazione di codesto Consiglio comunale dandone notizia a questa Prefettura».

I consiglieri di minoraza: «Le decisioni vanno prese in modo collegiale».

«Abbiamo sempre pensato di fare una opposizione costruttiva – proseguono i tre consiglieri di opposizione – e non pensare solo a criticare e sparlare di chi amministra come è stato fatto in passato, e coerenti con il nostro modo di pensare non ci siamo messi a scrivere , anche se era facile in questo periodo fare articoli tutti i giorni. Una problematica molto delicata, quale è in questo momento il cementificio, che interessa  sia i lavoratori che tutti i cittadini, riteniamo sia giusto affrontarla e lo faremo in Consiglio. Non possiamo però  esimerci di parlare di un argomento che tanto sta a cuore al sindaco Iside Di Martino e che non perde occasione per parlarne, che è il Commissario Prefettizio. Come tutti sanno, nel novembre 2014 l’allora sindaco Donato Circi prese delle decisioni in modo autonomo senza informarne il Consiglio, una delle quali l’incontro in Regione proprio inerente il Css. L’allora consigliere di minoranza Iside Di Martino, tutti lo ricorderanno, scriveva proprio in merito al Css, totalmente il contrario di quanto oggi sostiene, a conferma che la coerenza proprio non gli appartiene (lo ha dimostrato anche in altre occasioni). Ai consiglieri  di maggioranza non rimase altra scelta se non quella di sfiduciare il sindaco Donato Circi, perché le decisioni vanno prese in modo collegiale e non monocratico, e pertanto venne nominato il Commissario Prefettizio. È come se, ad esempio, l’attuale sindaco Iside Di Martino, nel giugno 2017 avesse fatto in Comune un incontro con i vertici di Sacci-Cementir e avesse allontanato i consiglieri presenti, magari dicendogli che erano cose personali; quale alternativa avevano quei poveri consiglieri se non quella di sfiduciare il sindaco? Perché passare sopra a simili comportamenti significa farlo sentire autorizzato a continuare a gestire il Comune in modo autonomo. Sempre il sindaco Iside Di Martino scrive ancora (oramai è diventata per lei un’ossessione, scrive quasi tutti i giorni e contro tutti) che ha dovuto far ripartire un Comune commissariato. Il Commissario Prefettizio nei cinque mesi che è stato al Comune, con molta professionalità ha portato avanti  oltre alla normale amministrazione anche il lavoro già avviato. Non possiamo perdere l’occasione per ringraziarlo pubblicamente di quanto fatto. Quando la precedente amministrazione ha sfiduciato il sindaco Donato Circi ha lasciato il comune con un bilancio in ordine (aveva anche finito di estinguere con un anno di anticipo un debito ereditato) tre progetti di lavori pubblici deliberati e finanziati, con i soldi nelle casse del comune; un piano di ricostruzione realizzato, approvato in Consiglio e con i soldi in cassa per pagarlo (pubblicato poi dal Commissario Prefettizio) e l’importo di  euro 4.084.886,56 da utilizzare per la ricostruzione. Questo per dire che il Comune era in ottime condizioni e sarebbe stato sufficiente solo continuare ad amministrare, portando avanti tutto quello che era stato avviato, invece e rimasto tutto fermo al 31/05/2015, con il freno tirato, purtroppo».

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