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Biondi Melaragni, i sottoservizi infiammano

Botta e risposta tra il sindaco Biondi e l’ex direttore tecnico Gsa Melaragni.

L’antefatto

I lavori dei sottoservizi si erano interrotti circa due mesi fa nel tratto tra Corso Vittorio Emanuele e via Garibaldi, a causa del ritrovamento, durante gli scavi, di alcuni reperti archeologici. Questa sosta forzata dei lavori e i disagi che ne sono conseguiti avevano portato il presidente della Gran Sasso Acqua, stazione appaltante dei sottoservizi, Fabrizio Ajraldi, a difendere la validità dell’opera e a rassicurare in merito alla continuazione dei lavori.

 

Le dichiarazioni dell’assessore Mannetti

Di parere opposto l’assessore alla mobilità Carla Mannetti la quale, di fronte al blocco prolungato dei lavori, aveva considerato la possibilità di non proseguire con il secondo stralcio di cinque lotti delle infrastrutture.

La Mannetti aveva infatti dichiarato che molti erano i disagi derivanti dall’opera e aveva aggiunto che ” Vanno fatte delle riflessioni per il resto dei lavori che si deve fare”.

 

La nota di Melaragni

L’ex direttore tecnico della Gran Sasso Acqua, Melaragni, che presiede inoltre il collegio di gara per i lavori del secondo stralcio di lotti e la commissione esterna di giudizio tecnico sui lavori, aveva chiesto una proroga al proprio incarico nella GSA all’alba dell’insediamento della nuova giunta. Pronto a mettere a disposizione la propria esperienza a servizio della città, si era invece visto rifiutare la proroga ufficializzando il proprio pensionamento all’inizio del 2018.

Aurelio Melaragni ha rotto dunque il silenzio con una nota.

«È stata riportata, con un certo risalto, la notizia di un possibile blocco dei lavori in corso per la realizzazione dei “sottoservizi” nel centro storico della città dell’Aquila e di un possibile annullamento degli appalti del secondo stralcio.
La cosa non stupisce, anzi, era già nei fatti.
Prima del mio pensionamento, in una serie di colloqui con il nuovo Presidente di GSA spa, avv. Fabrizio Ajraldi e con il Sindaco Biondi, avevo paventato l’attuale scenario consapevole, grazie all’esperienza maturata negli anni, degli enormi problemi che sottendono alla realizzazione di un’opera così importante e complessa, forse unica al mondo in relazione al contesto in cui è inserita.
Come più volte sottolineato le variabili in gioco, nella realizzazione dell’opera, sono molteplici a cominciare dai vari settori del Comune (Lavori Pubblici, Lavori Privati, Viabilità, Commercio, Ambiente, Polizia Municipale) alla Soprintendenza, alla Provincia, all’Arta, alla Asl, ai gestori di altri servizi come ENEL, 2iRete Gas, Telecom, Wind, alle imprese della ricostruzione, ai commercianti che hanno riaperto le loro attività, ai cittadini che sono tornati a vivere in centro.
Con il presidente Di Benedetto avevamo dato vita ad una fervida attività di coordinamento che coinvolgeva tutti i soggetti interessati e che, sulla base delle normative, del buon senso, della pazienza e dell’amore verso la città dell’Aquila, aveva dato i suoi frutti tanto da raggiungere circa il 70% dei lavori.
Questa attività è stata oggetto di attacchi furiosi in campagna elettorale e quando io ho fatto presente la situazione ai nuovi amministratori, come prima accennato, sono stato tacciato di presunzione.
In questi mesi ho taciuto aspettando, come consiglia un vecchio proverbio cinese; ora posso affermare, a ragione, ma lo dico con profondo dispiacere, che l’ignoranza (che si cerca di nascondere con facili locuzioni latine) e l’arroganza non sono le basi per una buona amministrazione».

 

La replica del sindaco Biondi all’ex direttore tecnico Gsa Melaragni

«Mi rendo conto che è molto difficile parlare senza dire qualcosa di troppo e comprendo che il nervosismo di Aurelio Melaragni sia legato alla fine dell’incasso delle legittime, e ricche, prebende di cui godeva quando ricopriva il ruolo di direttore della Gran Sasso Acqua. Sono, però, necessarie alcune puntualizzazioni».

Questo quanto dichiarato dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in relazione alla nota diffusa dall’ex direttore tecnico dell’azienda che gestisce il ciclo idrico integrato nel capoluogo.

«Potrebbe ricordare, per esempio, l’ex direttore, come siano stati realizzati i sottoservizi nelle zone più agevoli della città, senza affrontare i problemi che oggi si stanno riscontrando in corso d’opera – dichiara il sindaco – Nonostante ciò, ancora non viene chiarito quali siano le responsabilità e gli eventuali risarcimenti legati ai danni che il tunnel avrebbe provocato alla torre civica di Palazzo Margherita e in diversi edifici del Corso stretto. Altro scotto che oggi si sta pagando è quello legato al mancato accordo stipulato con i gestori dei servizi, per cui sono necessarie opere aggiuntive per venire incontro alle esigenze delle aziende. Nessuno, infine, si è preoccupato di individuare un piano di gestione della più importante opera pubblica del post sisma una volta che questa verrà terminata».

«È curioso – conclude Biondi – che parli di presupponenza e arroganza chi, in piena campagna elettorale, ha autorizzato una transazione lampo per delle riserve sui lavori richieste dall’azienda appaltatrice. La vera arroganza è quella di chi fa parte di una casta di potere che fatica ad accettare il cambiamento, testimoniato da persone perbene e competenti come il presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi».

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