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Martino: in politica perché sono libero

«Mio padre era dirigente di partito e mi ha sempre detto: fai la politica quando sei libero, quando le tue scelte non sono legate a uno stipendio, ma solamente alla gente che ti deve votare e che rappresenti. A 41 anni, questa era l’occasione giusta».

Lo ha svelato Antonio Martino, candidato del centrodestra alle elezioni politiche 2018 nel collegio uninominale per la Camera numero 1 – L’Aquila, nel corso della partecipata inaugurazione del comitato elettorale di Forza Italia nel centro storico del capoluogo, nel Palazzo dei Combattenti che si affaccia sulla Fontana Luminosa, all’inizio di corso Vittorio Emanuele.

«La passione ce l’ho fin da piccolo, a casa ho sempre respirato l’aria di politica – ha aggiunto – La mia azienda, ormai, ha una sua dimensione e un gruppo di manager che di certo saranno in grado di portarla avanti nei prossimi anni».

Secondo Martino, negli scorsi anni «il centrodestra ha sì avuto occasioni di governare, ma il progetto liberale del presidente Silvio Berlusconi è stato bloccato da personaggi infedeli di cui è inutile parlare».

«Questa volta, vista la sua maturità politica e anche umana – ha assicurato – se il 4 marzo si raggiungesse il 40%, sarà sicuramente capace di portare avanti la rivoluzione liberale cominciata nel 1994».

«Incontro tante persone che allora si impegnarono in quel progetto, sento tanta voglia di centrodestra e di Forza Italia e a loro dico: riprendete quel cammino, può andare avanti ancora per molti anni», l’appello del candidato.

All’evento c’era anche il coordinatore regionale, Nazario Pagano. Anche per lui, «in passato c’erano maggioranze diverse e non c’era un programma chiaro né c’era l’affidabilità delle persone che stringevano i patti. Oggi il nostro programma è l’unico che possa avere successo e risolvere i problemi», ha evidenziato.

Dello stesso parere il vice coordinatore regionale del partito, Guido Liris, secondo il quale «c’è una generazione nuova che sta dettando la linea in ogni partito della coalizione, che oggi è unita e ha una grande responsabilità: quella di essere l’unica alternativa possibile alla deriva di questo Paese. Il pericolo è l’ingovernabilità assicurata dai Cinque stelle e noi dobbiamo evitarlo», ha concluso.

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