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L’investimento che salva la montagna

“Vivere di turismo si può”. Con Massimilano Bartolotti, presidente della Dmc Abruzzo, parliamo del potenziamento degli impianti sciistici di Ovindoli e Campo Felice: “Un investimento sul futuro del territorio che contrasta lo spopolamento”.

“Per noi operatori del settore è lusinghiero ricevere un riconoscimento così importante che qualifica il territorio e le attività turistiche” – così il presidente della Dmc Abruzzo Qualità Massimiliano Bartolotti sul potenziamento degli impianti sciistici di Ovindoli e Campo Felice.
Dopo Roccaraso, la Regione punta sulla valenza strategica di altri due stazioni con investimenti importanti. Si tratta di 6 milioni di euro con la finalità precisa di offrire un bacino sciistico sempre più grande e articolato.
“Oltre l’80 per cento dell’indotto turistico sul nostro territorio passa da qui. Ci sono delle economie che si possono riscattare e utilizzare in questa realtà”.

L’Aquila e Marsica, si pensa anche al collegamento:

Un impianto per la risalita di forti pendenze e per il superamento di discontinuità naturali, dotato di veicoli sospesi a cavi per il trasporto dei passeggeri. Il soggetto attuatore del progetto è il comune marsicano di Ovindoli, capofila del partenariato di sviluppo dei Comuni dell’Altopiano delle Rocche.

Adesso la palla passa i comuni a cui sono destinati i finanziamenti per potenziare i due bacini sciistici e renderli performanti
e poi si penserà al collegamento.

“Nella scorsa riunione a Rovere hanno preso parte tutti i sindaci, Pietrucci, Pezzopane e Lolli che hanno recepito la volontà del territorio”. E’ importante non strumentalizzare questo progetto” – precisa Bartolotti – “il collegamento, qualora ci sarà,  non invaderà i Piani di Pezza, ma verrà tracciato al di fuori dai Sic e Zps”.

Bartolotti è appena tornato dalle Dolomiti: “Anche questa è un’area in cui l’inviolabilità dell’impatto ambientale è totale, ma c’è una macchina turistica in fuzione: impianti, baite e rifugi sempre nel rispetto dell’ambiente. Lì la gente vive di turismo, noi ancora no perché siamo subordinanti a una infrastrutturazione. Pensate ai bambini, ai diversamente abili e agli anziani: la montagna dovrebbe essere per tutti e non eccellenza radical chic”.

Il turismo contro lo spopolamento

Ad oggi all’Altopiano delle Rocche sono destinati, tra Masterplan e fondi Fsc, 16 milioni di euro per opere che nel complesso faciliteranno una fruizione della montagna tutto l’anno.
“Portare avanti un percorso turistico ambientale che vede il potenziamento delle infrastrutture vuol dire incremento del pil e posti di lavoro. I giovani restano solo se c’è lavoro”.

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