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Dal 2009 perse 2640 imprese artigiane

Nelle province di L’Aquila e Teramo – nel periodo che va dal 2009, anno del terremoto, al 2016 – si sono perse 2640 imprese artigiane, l’allarme della Cna.

«Dal 2009 al 2016, nelle due province dell’Aquila e di Teramo, si sono perse 2.640 imprese artigiane, su 31.386 iscritte, ben il 7,3% del totale. Un dato estremamente negativo, che richiede investimenti importanti, da parte della Regione, per incentivare il settore». Sono i numeri forniti dal direttore della Cna di Teramo, Gloriano Lanciotti, che è anche presidente della Camera di commercio teramana, nel corso dell’incontro con i candidati alle prossime elezioni politiche, che si è svolto nella sede della Confederazione artigianato. Al dibattito hanno preso parte il presidente Cna di Teramo, Bernardo Sofia, il presidente Cna dell’Aquila, Gianfranco Torrelli e il direttore, Agostino Del Re, oltre ai candidati dei collegi L’Aquila- Teramo.

La piattaforma delle imprese: al via il processo di fusione tra L’Aquila e Teramo.

Nell’occasione, presentata la piattaforma rivendicativa elaborata dalla Cna, che riguarda i due territori e che sarà trasmessa alla Regione: «A breve – ha spiegato Lancillotti – partirà il processo di fusione delle Camere di commercio aquilana e teramana, per la formazione della Camera del Gran Sasso d’Italia. L’obiettivo è trovare insieme le soluzioni per far ripartire questo territorio, anche con le giuste misure economiche. La perdita, in pochi anni, di 2.640 imprese, a cui si aggiungono i disastrosi effetti del sisma del 2009 e di quello del 2016, richiede misure economiche dirette e puntuali, che non possono essere prorogate». Sulla stessa linea il presidente Sofia, che ha sottolineato «l’importanza delle Pmi che rappresentano, su scala nazionale e locale, il 99,4% dell’imprenditoria. Alla Regione, a i parlamentari che verranno eletti, chiediamo un impegno concreto sul piano dell’accesso al credito, della riduzione della pressione fiscale, dello snellimento delle procedure burocratiche e dell’accesso delle piccole e medie imprese al mercato degli appalti pubblici».

Fondi per aiutare le imprese artigiane.

La Cna, nella piattaforma rivendicativa, chiede alla Regione di destinare 1,5 milioni di euro al rifinanziamento del fondo di garanzia gestito da Artigiancassa, 1 milione di euro per rifinanziare il progetto di “trasmissione di imprese”, che consente di trasferire un’azienda di un imprenditore che cessa l’attività a giovani che intendono rilevarla, 300 mila euro alla formazione, altrettanti all’apprendistato professionalizzante nell’artigianato, 1 milione di euro al progetto bottega- scuola, 800 mila euro ai Centri di assistenza tecnica previsti dalla legge regionale 23 del 2009, 1 milione di euro all’artigianato digitale, 300 mila euro alla valorizzazione dell’artigianato artistico. «L’insieme di tutte queste azioni – hanno rilevato Lanciotti e Del Re – assorbe poco più di 7 milioni di euro, ma impatta su oltre 3mila imprese artigiane, con la possibilità di creare tra i 500 e i 700 nuovi posti di lavoro. Negli ultimi quattro anni la Regione non ha investito un solo euro nel settore dell’artigianato».

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