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Terremoto, ricorso contro lo Stato per 2 vittime

I familiari di due vittime dei crolli a Castelnuovo di San Pio delle Camere per il terremoto del 2009 hanno citato per danni la Presidenza del Consiglio: chiesto un milione di euro.

Abitavano in via Piave Refik Hasani e Demail Hasani, i due macedoni morti sotto i crolli avvenuti a seguito del terremoto del 2009 a Castelnuovo. Come scrive Il Centro, i famigliari, tramite i propri legali, hanno citato in giudizio lo Stato, chiedendo un milione di risarcimento. Per le parti civili, le due vittime furono fuorviate da un’intervista in cui si affermava che lo sciame sismico in atto non portava con sé situazioni pericolose.

Terremoto, «le due vittime conoscevano bene i pericoli delle scosse, ma furono fuorviati».

Una delle due vittime, ma lo stesso vale per l’altra, spiegano i legali «ben conosceva le regole corrette da adottare in caso di sisma, ovvero uscire di casa e trattenersi fuori a lungo». Da qui il riferimento all’intervista a Bernardo De Bernardinis, della Commissione Grandi rischi. Nell’intervista si sottolineava che lo sciame sismico «si colloca in una fenomenologia senz’altro normale dal punto di vista dei fenomeni sismici che ci si aspetta in questa tipologia dei territori che è poi centrata intorno all’Abruzzo… non c’è nessun pericolo, l’ho detto al sindaco di Sulmona».

Il ricorso contro lo Stato: chiesto un milione di euro.

Secondo i legali dei famigliari delle due vittime, quindi, fu questa intervista a far abbandonare loro le dovute cautele, visto che la stessa intervista riportava dichiarazioni ritenute autorevoli, in quanto provenienti da organi dello Stato. Da qui il ricorso in giudizio contro la Presidenza del Consiglio e la richiesta di risarcimento di un milione di euro.

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