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Calamità, il lavoro di Di Pangrazio al Governo nazionale

Le osservazioni del Gruppo di lavoro sulle calamità naturali all’attenzione del Governo.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ( Dipartimento delle politiche europee) ha preso atto delle osservazioni presentate dal Presidente Giuseppe Di Pangrazio al documento della Commissione Europea sulla “Gestione delle catastrofi da parte della UE” e approvato dalla Quarta Commissione Consiliare presieduta da Luciano Monticelli, inviandole per il successivo merito all’attenzione del Dipartimento della Protezione Civile, del Ministero dell’Interno ed del Ministero degli Affari Esteri.

Si tratta di un importante riconoscimento per il “Gruppo di lavoro sulle calamità naturali” presieduto dallo stesso Di Pangrazio, che dal 2016 lavora con esperti del Consiglio regionale, delle Università Abruzzesi e del mondo della Ricerca come Gssi e Ingv, per addivenire ad una proposta normativa unica a livello europeo proprio per la gestione di emergenze come terremoti, alluvioni, inondazioni, incendi.

«La sintesi del lavoro svolto in quasi due anni e racchiuso in dieci punti che abbiamo presentato nella plenaria di Siviglia ha colto nel segno – afferma Di Pangrazio – dall’Europa al Governo nazionale hanno preso in considerazione le nostre proposte e questo è un merito a cui siamo giunti tramite un lavoro di squadra e soprattutto del territorio regionale».

«L’Abruzzo ha infatti dimostrato di avere  competenze tecniche e legislative di altissimo livello, predisponendo un documento importantissimo su quello che nel nostro Paese e nella nostra Regione è uno dei maggiori temi in termini politici, economici e sociali: ovvero le calamità naturali».

«L’attività svolta pone la nostra regione come proponente di uno strumento pilota nel panorama europeo capace di generare dibattito ed attenzione delle massime istituzioni nazionali ed europee – prosegue Di Pangrazio -. Mi auguro che presto il nostro dossier trovi una concreta attuazione attraverso l’adozione di una normativa che contenga le nostre indicazioni e che nel futuro si parli dell’Abruzzo come una regione modello per la gestione di questi eventi naturali e dei cambiamenti climatici».
 

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