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Ex OP Collemaggio, quale riqualificazione?

Collemaggio, si continua ad attendere la riqualificazione dell’ex ospedale psichiatrico.

Dopo anni di trattative ed accordi con le varie amministrazioni, seppur con le lungaggini burocratiche del caso, il progetto di riqualificazione dell’area dell’ex ospedale psichiatrico a Collemaggio sembra essersi arenato.

10 milioni di fondi europei avrebbero permesso la creazione di una struttura ricettiva gestita anche da persone con esperienza di malattia mentale permettendone l’integrazione ed il coinvolgimento a livello socio-sanitario ma anche culturale.

Il Presidente dell’Associazione 180amici L’Aquila – Onlus, Alessandro Sirolli, al riguardo ha scritto una lettera aperta al sindaco Pierluigi Biondi.

 

Il Capoluogo la riporta integralmente.

 

«Gentilissimo Signor Sindaco Pierluigi Biondi,
è di questi giorni il rinnovo sulla stampa della questione sulla Sua non definizione sul destino del progetto di valorizzazione ad uso pubblico di parte dell’ex Ospedale Psichiatrico “S. Maria di Collemaggio” ora denominato “Parco della Luna” e mi sento in obbligo di portare alla Sua attenzione la memoria storica sul lungo cammino che ha caratterizzato questo progetto dal 2003 ad oggi 2018.

In quegli anni di inizio 2000 dirigevo l’Unità Operativa Centro Diurno Psichiatrico dell’Azienda Sanitaria di L’Aquila, nella convinzione scientifica che nessun tipo di riabilitazione avrebbe potuto aver successo se non fosse riuscita a declinare gli interventi riabilitativi psichiatrici nella realizzazione di progetti di salute mentale con interventi di opportunità lavorative e quindi di vera inclusione sociale.

Nel circuito delle innovazioni di competenze e pratiche virtuose ebbi modo di conoscere la realtà di un’impresa sociale denominata “Le Mat e Albergo in via dei matti n°0”, con un progetto per molte città italiane che già aveva dato risultati importanti come l’Hotel Tritone di Trieste dove persone con esperienza di malattia mentale gestivano e gestiscono in cooperazione l’impresa, inseriti comelavoratori e completando così un vero percorso di guarigione.

In quegli anni la nostra città era amministrata dal Sindaco Biagio Tempesta, nella Provincia Presidente era Stefania Pezzopane e nella ASL era Direttore Generale Mario Mazzocco. Un gruppo di amministratori decisamente trasversale politicamente!

Con il finanziamento iniziale CIPE di 350.000 euro per la realizzazione edilizia, la ASL si fece carico dell’attività di formazione rivolta a Impresari turistici, ad Ingegneri e Architetti e a futuri lavoratori di albergo.

Molti partecipanti al corso per lavoratori di settore turistico erano persone inserite nei progetti riabilitativi psichiatrici del Centro Diurno psichiatrico e del Centro di Salute Mentale, i quali avrebbero lavorato poi nell’impresa sociale.
I corsi di formazione terminarono nel 2005 con la Direzione ASL di Roberto Marzetti, che aggiunse il finanziamento di altri 150.000 euro sul progetto di ristrutturazione del padiglione “Villa Edoarda” che a suo compimento avrebbe permesso l’avvio dell’impresa con 7 camere, una hall e un locale per piccola ristorazione.
Il lungo cammino continuò fino alla presentazione del progetto edilizio e l’affidamento dei lavori solo nel gennaio 2009, Direttore Generale ASL Roberto Marzetti e Sindaco della città Massimo Cialente, che aveva inserito nel suo programma di primo mandato l’intervento di riqualificazione dell’ex Ospedale “S. Maria di Collemaggio”.

Il terremoto dell’aprile 2009 e la disattenzione non solo ad esso legata determinò la perdita dei finanziamenti e l’interruzione del percorso.

La questione di Collemaggio fu ripresa più volte, anche nel 2011 in occasione di annunciate possibili vendite da parte della Regione Abruzzo, Presidente Chiodi, Assessore Venturoni e Direttore Generale ASL Giancarlo Silveri.

La Regione aveva già cartolarizzato il patrimonio edilizio, ma nella intenzione di vendita doveva considerare la Legge che vincolava il ricavo di qualsiasi alienazione o comunque ogni rendita al servizio territoriale del Dipartimento di Salute Mentale.

Nell’autunno del 2016 il Sindaco Massimo Cialente promuove una serie di incontri fra rappresentanti Comunali, Regionali, ASL con Direttore Generale Rinaldo Tordera e portatori di interesse come l’Associazione che rappresento, la 180amici L’Aquila di tutela dei diritti dei cittadini nella salute mentale insieme alle Associazioni 3e32 e Casematte.

Un nuovo finanziamento nel Master Plan avrebbe consentito non solo la realizzazione dell’Albergo in via dei matti n°0 ma anche la ristrutturazione di un intera area del parco di Collemaggio comprensiva di ulteriori due padiglioni.

Il progetto avrebbe avuto una ricaduta produttiva per le persone inserite nei progetti riabilitativi psichiatrici, che avrebbero fruito di un vero inserimento lavorativo.

L’accordo fra Regione, ASL e Comune si concluse con cessione di un comodato dalla ASL al Comune che avrebbe realizzato il progetto dell’“Albergo in via dei matti n°0” rivisitato e rinominato “Parco della Luna”, con il contributo anche dell’Associazione Casematte e 3e32 , dal 2009 ospiti nell’area con attività di aggregazione giovanile nei locali che erano stati del bar dei pazienti del Manicomio Provinciale prima e dell’Ospedale Psichiatrico poi, ma abbandonati da anni precedenti il terremoto.

Sembrava finalmente si potesse concludere il lungo cammino di 15 anni e si potesse realizzare una restituzione alla città con un progetto virtuoso di ricaduta socio-lavorativa per le persone in cura per malattia mentale e inserite in progetti sensati di riabilitazione psichiatrica, come raccomandato in tutti i piani nazionali ed europei di Salute Mentale.

Abbiamo avuto modo di parlarne con Lei in più occasioni di incontro sia prima della Sua elezione a Sindaco sia dopo, anche in occasioni come la giornata nazionale e mondiale per la Salute Mentale.

Le scrivo per chiedere chiarezza su perché non vuole realizzare questo progetto portato avanti in modo politicamente trasversale per questi lunghi anni e tanto chiedo anche a nome dei cittadini che rappresento nell’Associazione, che non a caso si chiama 180, in nome e in difesa della piena applicazione della Legge 180 (Legge Basaglia) che ha chiuso in Italia la triste e vergognosa esperienza manicomiale di reclusione e negazione dei diritti.

Tanto le chiedo anche per sapere se intende dare un segno di continuità a progetti utili alla ricostruzione della Città ed anche un segno di discontinuità alle lentezze che purtroppo caratterizzano in particolare L’Aquila, che tanto può vantare nelle pratiche concrete di impegno contro le discriminazioni e le esclusioni ma altrettanto può lamentare di “imbarazzante dissociazione fra enunciati e pratiche”.
Grazie».

 

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