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San Biagio, 3 febbraio tra culto e tradizione

Il 3 febbraio si festeggia San Biagio, medico e vescovo armeno originario di Sebaste.

La ricorrenza corrisponde al giorno della morte del santo cristiano che fu decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, viene ricondotto alle persecuzioni originate dai contrasti tra l’occidentale Costantino e l’orientale Licinio. Fu decapitato dopo essere stato straziato nelle carni dai pettini di ferro che si usavano per cardare la lana.

san biagio

Il culto e l’iconografia di San Biagio sono il riflesso delle condizioni in cui il vescovo armeno muore: egli infatti diverrà dei cardatori di lana, dei tessitori e degli otorinolaringoiatri.

San Biagio è comunemente noto infatti come il protettore della gola ed è uno dei quattordici santi ausiliatori a cui i fedeli cristiani si rivolgono per ottenere l’intercessione e la guarigione dalle malattie.

Si narra della guarigione miracolosa ad opera del santo di un bambino a cui si era conficcata una lisca in gola: non a caso in questo giorno i fedeli vengono benedetti, soprattutto i bambini, con un rituale che prevede l’accostamento alla gola di due candele incrociate o l’unzione con olio benedetto.

Per un singolare caso del destino le reliquie di San Biagio sono tutt’oggi conservate nella Basilica di Maratea, città lucana di cui è santo protettore:  l’urna marmorea che le conteneva doveva approdare a Roma da Sebaste, ma il viaggio si interruppe a Maratea, in provincia di Potenza, per via di una bufera.

A L’Aquila, il 3 febbraio ha una valenza particolare perché, oltre ad essere il giorno dedicato al culto di San Biagio, è la data da cui si fa cominciare il Carnevale, nonostante il calendario, in rispetto dei morti del terremoto del 2 febbraio 1703: per questo la città dell’Aquila ha il carnevale più corto del mondo.

In onore di San Biagio si prepara la tradizionale ciambella casereccia, profumata e decorata con granella di zucchero e ciliegie candite. Generalmente le ciambelle vengono benedette dal sacerdote in chiesa nella ricorrenza del santo e dopo distribuite tra parenti ed amici.

Anticamente venivano preparate con la pasta del pane arricchita con semi di anice; attualmente si possono reperire su tutto il territorio abruzzese come ricco prodotto dolciario.

Curiosità

Il concerto di musica sacra tenuto dall’ensemble musicale: “Archi del Cherubino” del 5 Aprile 2009 fu l’ultimo evento svoltosi nel centro storico dell’urbe prima della catastrofe sismica.

La chiesa di San Biagio d’Amiternum, che si trova in via Sassa a L’Aquila, è stata anch’essa distrutta dal terremoto del 1703 e danneggiata da quello del 2009.

Come buon auspicio di “nuova rinascita”, durante la cerimonia di avvio dei lavori di restauro lo stesso ensemble ha eseguito due concerti per violini tratti dal repertorio musicale del compositore Georg Philip Telemann (1681-1767).

Giovanni Gasparro, San Biagio vescovo e martire. Olio su tela, 216×143 cm, 2011. Basilica di San Giuseppe Artigiano, L’Aquila.

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