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Cooperative sociali allo stremo

Cinque o sei mensilità arretrate, fatture non pagate dal 2012 in poi, fondi bloccati dalla Regione e l’assistenza sociale garantita solo dal grande senso di responsabilità dei lavoratori delle cooperative sociali.

Continuano i forti disagi e gli enormi problemi per le lavoratrici ed i lavoratori delle cooperative sociali che svolgono i servizi di assistenza nella provincia dell’Aquila, i quali, in molti casi, attendono il saldo degli stipendi arretrati da circa 5/6 mesi.

A tutt’oggi, parte dei fondi che la Regione Abruzzo deve corrispondere alle Comunità Montane per garantire i servizi attraverso le Cooperative Sociali, ancora non vengono erogati.

Lo rende noto la FP CGIL che rimarca come, nonostante gli impegni assunti dalla Regione Abruzzo riguardo al trasferimento di fondi alle cooperative sociali, tutto sia drammaticamente fermo: i fondi non sono più stati erogati.

Un mancato trasferimento dovuto anche al taglio operato dal Governo Monti agli Enti d’Ambito Sociale preposti al trasferimento dei fondi alle cooperative sociali, nonostante tali attività siano proseguite al fine di dare continuità ai servizi erogati.

Ad oggi la Regione Abruzzo, relativamente alle annualità 2011/2013, deve ancora erogare agli enti d’ambito circa 9 milioni di euro.

Una carenza di fondi che ha lasciato le cooperative stesse – ma soprattutto le lavoratrici ed i lavoratori – in uno stato di forte sofferenza che si traduce in un mancato pagamento degli stipendi che va avanti da mesi.

In questa situazione continuano ad essere quindi penalizzati i lavoratori addetti all’assistenza sociale che, nonostante tutto, hanno assicurato con costanza, grande senso di responsabilità e con enormi sacrifici la continuità dei servizi definiti nel piano, anticipando le spese necessarie per gli spostamenti nei paesi del comprensorio di riferimento che si presenta, tra l’altro, di non facile accessibilità soprattutto nei mesi invernali.

“Tutto ciò al fine di non penalizzare gli utenti finali che hanno il diritto di vedersi garantita una prestazione essenziale per la cura e la salvaguardia della vita. Si fa riferimento alle vere Aree interne della Regione Abruzzo e a quella fetta di popolazione che ha deciso di continuare a vivere in queste zone. Tanti sono i disagi legati a tale scelta, solo parzialmente alleviati dai servizi prestati dai lavoratori che continuano a garantire le attività assistenziali con lo scopo, non ultimo, di rallentarne una condizione di inesorabile spopolamento”

prosegue la Funzione Pubblica CGIL.

All’orizzonte, peraltro, non ci sono prospettive rosee:

“Nel corso di un incontro tenutosi lo scorso 29 gennaio in Regione è emerso che ad oggi non vi è certezza in merito al finanziamento del Fondo per le Politiche Sociali in programmazione per il 2018. Questo potrebbe generare un rallentamento dell’avvio delle procedure di gara per l’erogazione del servizio con conseguenti problematiche in capo alle amministrazioni locali, agli enti d’ambito alle Cooperative, ai lavoratori e quindi agli utenti”

Una “situazione oltre la sostenibilità” commenta Pierpaolo Pietrucci, che spiega come si sono accumulati questi debiti

Le cooperative, che operano in ambiti e settori fondamentali come l’assistenza ai disabili e alle persone non autosufficienti, vantano crediti nei confronti degli ambiti territoriali per svariati milioni di euro, in gran parte concentrati nella provincia dell’Aquila. Le criticità derivano da due aspetti:  il mancato pagamento di servizi pregressi per 8 milioni di euro (a causa di errori commessi nel passato nella instaurazione del rapporto giuridico) a cui si aggiunge incertezza, causata da presumibili tagli strutturali operati dal governo e comunicati nell’ambito della Conferenza Stato – Regioni di altri 7 milioni di euro per l’Abruzzo

Una situazione drammatica, che deve vedere l’intervento congiunto – esorta Pietrucci – degli assessori regionali competenti Marinella Sclocco, Silvio Paolucci

Se è vero che il problema ha radici che non dipendono dall’attuale amministrazione regionale visto che i fondi mancano per errori e incomprensioni del passato e a causa di incertezza derivata dai tagli operati dal governo, non possiamo limitarci a prenderne atto. Una soluzione dobbiamo trovarla tutti assieme.

 

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