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Dalla paura all’amore, incontro con Panta Rei

Si è parlato di paura ed amore nel primo evento del 2018 organizzato da Panta Rei, associazione culturale che da diciassette anni, sotto la guida di Maria Grazia Lopardi, promuove iniziative di ricerca e riflessione sui segreti e le contraddizioni dell’animo umano.

Protagonista dell’evento è stata la dottoressa Chiara Mastrantonio, psicoterapeuta, che con l’aiuto di materiale audiovisivo  e momenti di interazione con il pubblico ha illustrato come molto spesso siamo noi stessi a tenderci trappole ed imporci rinunce mentre intraprendiamo il faticoso cammino verso la realizzazione dei nostri intimi desideri.

A margine dell’evento, tenutosi presso la sala conferenze della BPER, IlCapoluogo ha intervistato la dottoressa Mastrantonio.

Dottoressa Mastrantonio, paura ed amore sono elementi di grande importanza nella vita di una persona.

Assolutamente si, ogni giorno, come psicoterapeuta, mi trovo ad affrontare problematiche legate a questi due aspetti. Le paure che le persone provano quando devono vivere la propria vita sono innumerevoli perché riguardano ogni aspetto della loro interazione con gli altri e con sé stessi.

Quindi non parliamo solamente della paura di amare, di affrontare una relazione.

In questo incontro utilizzerò la parola amore nella sua accezione più ampia, ossia come vivere con sé stessi e con gli altri. Ovviamente le relazioni affettive giocano un ruolo capitale nella vita di ognuno di noi ma le paure che possiamo provare non riguardano solo la sfera sentimentale.

Verso quali esperienze possiamo provare dei blocchi emotivi?

Verso tutte quelle occasioni legate alla ricerca di una  realizzazione personale o del proprio piacere. Spesso le persone hanno timore di passare momenti di grande piacere perché, essendo state educate a seguire un rigido senso del dovere, ritengono sia tempo perso. Altre volte la paura di essere felici è legata all’ossessione di avere sempre il controllo su ciò che ci accade intorno e, siccome per ottenere una gratificazione dobbiamo per forza confrontarci con una situazione che ci  coinvolge molto dal punto di vista emotivo, fuggiamo.

La rinuncia al piacere può comportare sensi di colpa?

Ovviamente, se ci priviamo di un piacere andiamo a frustrare il bambino che è in noi, lo puniamo ingiustamente e ne paghiamo il prezzo a livello emotivo. Un altro aspetto molto serio, poi, è quello legato alle aspettative che possono essere sia positive che negative. Quando dobbiamo affrontare una situazione possiamo nutrire aspettative totalmente negative e quindi rinunciare in partenza oppure prepararci a ricevere una delusione nutrendo aspettative troppo alte.

Queste problematiche in che modo si declinano nelle relazioni di coppia?

Le relazioni sono un banco di prova durissimo in cui le esperienze pregresse e le paure legate ad un possibile rifiuto giocano spesso un ruolo molto importante. Quando sentiamo qualcuno dire – tutti gli uomini / tutte le donne sono così – quella persona si sta riferendo ad una sola esperienza negativa a cui ha attribuito un’importanza sproporzionata.

Basta una sola esperienza negativa per innescare una serie di rinunce?

Purtroppo si. Si tratta di un meccanismo difensivo, dopotutto la paura non è altro che un campanello di allarme di cui la natura ci ha dotato per evitare i pericoli, pericoli fisici o sentimentali. Tutto sta nel non fare della paura lo sfondo della nostra vita.

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