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Tribunali non provinciali, no alla soppressione - Il Capoluogo
Regione abruzzo

Tribunali non provinciali, no alla soppressione

Seconda riunione presso il palazzo dell’Emiciclo della Commissione sui tribunali non provinciali.

Presenti i sindaci ed i sindacati regionali.

La Commissione, di cui fanno parte anche i quattro Presidenti dei Tribunali non provinciali oggetto del riordino, è coordinata dal Presidente Giuseppe Di Pangrazio.

Questa mattina in audizione si sono avvicendati il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, il sindaco di Vasto Francesco Menna, il sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis ed il sindaco di Sulmona Annamaria Casini.

Dopo i sindaci la Commissione ha proseguito i lavori con le audizioni dei rappresentanti sindacali regionali della Cgil (Enrico Sodano e Luca Fusari) e della Uil penitenziari (Mauro Nardella).

I sindaci di Vasto e Lanciano hanno consegnato un importante documento comune alla Commissione in cui propongono un lavoro sinergico tra i due tribunali territoriali.

Sono state ultimate e presto verranno consegnate in Commissione le relazioni relative ai territori di Sulmona ed Avezzano.

«Da tutti i soggetti auditi è stata ribadita la contrarietà all’ipotesi della soppressione attraverso argomentazioni proposte che hanno consentito interessanti riflessioni, segnalando la volontà di stringere i rapporti territoriali e trovare una vera condivisione sul destino della giustizia regionale.
La Commissione lavora per addivenire ad una proposta che contempli la salvaguardia di tutti tribunali – dice Di Pangrazio –  Questo è il nostro auspicio e le audizioni servono proprio a suffragare con dati, numeri, oggettività, la proposta che dovremo avanzare al Ministro della Giustizia alla fine del percorso.
Tra queste è emersa la necessità di chiedere al Ministero di fornire dati sulle economie ottenute nelle realtà dove i tribunali sono già stati accorpati.
In generale ho ribadito il concetto secondo cui deve esserci una convenienza per lo Stato e per il territorio nel riorganizzare il sistema giustizia, altrimenti diremo con chiarezza che non ne vale la pena.
Se attorno ai tribunali, che tra l’altro hanno un buon indice di produttività, sono già esistenti servizi che creano lavoro ed occupazione, sopprimerli costringerebbe il Pubblico a trovare risorse per creare occupazione in aree dove invece abbiamo già fatto investimenti.
Continueremo il nostro percorso con altri incontri – conclude Di Pangrazio – in cui audiremo i diversi rappresentanti espressione del territorio e concluderemo il lavoro in tempi brevi fornendo un dossier dettagliato al Ministero della Giustizia avvalendoci, se necessario, anche di professionalità esterne che ci sostengano nel lavoro di sintesi propositiva».

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