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La Dompé produce il collirio Montalcini

Via libera al farmaco di Rita Levi Montalcini. Si produrrà nello stabilimento della Dompé di L’Aquila.

La notizia è ufficiale dalla scorsa estate, ma adesso entra in commercio il medicinale biotecnologico grazie al quale la scienziata Rita Levi Montalcini vinse il premio Nobel. Questa medicina salverà dalla cecità migliaia di persone: guarisce la cheratite neurotrofica moderata o grave, una malattia rara e invalidante dell’occhio che fino a ieri era priva di qualsiasi cura, nei casi più gravi veniva risolta chiudendo con una sutura le palpebre dell’occhio malato.

Il medicinale è in vendita da poche settimane in Germania, da oggi è autorizzato dall’Aifa in Italia, negli Usa la Fda gli ha dato una corsia preferenziale in quanto medicinale “breakthrough”, cioè di svolta.

Lo stabilimento aquilano Dompé è il protagonista di questo momento storico. Il Sole 24 Ore fornisce i numeri dettagliati: Quanto è costato arrivare all’Oxervate (nome commerciale del cenenegermin)?

Impossibile fare un conto preciso nei più di trent’anni di ricerca e poi di sviluppo necessari prima a individuare la proteina e poi a trasformarla in un medicinale testato e sperimentato. Si stima in genere che un medicinale di questo tipo possa costare in tutto un paio di miliardi di euro.

Le linee di produzione sono costate 250 milioni alla società guidata da Sergio Dompè.

La vicenda che porta al medicinale salvavista nacque negli anni ’80 quando la scienziata Rita Levi Montalcini scoprì il fattore di crescita dei neuroni, nerve growth factor (Ngf). Una scoperta così sconvolgente per la medicina da portare la scienziata torinese a ricevere il Premio Nobel per la medicina a Stoccolma, insieme a un suo collaboratore, il biochimico statunitense Stanley Cohen. L’Ngf è una proteina solubile che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni.

Il principio scientifico individuato da Levi Montalcini si può applicare a infinite malattie, ma la squadra di ricercatori coordinati dalla scienziata cominciò ad analizzarne le possibilità di sviluppo nel segmento dell’oculistica. Fu costituito uno “spin off” di scienziati, e questa società fu acquistata da Sergio Dompé per svilupparla e portare al mercato il prodotto.

 

 

 

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