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Nonna Cristina chiude, ma non è un addio

Nonna Cristina chiude (per ora) e ringrazia.

Gabriele Sorrentino lascia il locale in viale della Croce Rossa che ha ospitato la sua attività commerciale sin dall’immediato post sisma a causa delle condizioni economiche divenute ormai proibitive per la locazione della struttura.

Sorrentino, molto conosciuto in città dopo 20 anni di proficua attività da imprenditore e una carriera giovanile degna di nota in ambito rugbystico, spiega al Capoluogo le motivazioni che lo hanno portato a chiudere provvisoriamente la sua nota pizzeria-ristorante.

nonna cristina gabriele sorrentino

«Sono stato tra i primi a riaprire il locale dopo il sisma, a metà giugno 2009» racconta Sorrentino al Capoluogo.

«Ho dormito nel rustico di mia suocera pur di non lasciare questa città e ho lavorato incessantemente per ripartire e ricreare una realtà per la mia famiglia. L’attività è sempre andata bene ma i problemi cono cominciati quando l’edificio è andato all’asta. L’aggiudicatario dell’asta, che peraltro conosco e stimo, mi ha proposto delle condizioni decisamente troppo onerose, soprattutto se si tiene conto della situazione attuale della città e degli ingenti costi di gestione che un locale così grande comporta.»

Le nuove condizioni economiche da contratto erano più che raddoppiate.

«Non ho firmato le nuove condizioni che mi avrebbero costretto comunque a chiudere e, per giunta, non mi è stato neanche riconosciuto un minimo corrispettivo per le evidenti migliorie apportate al locale, ho speso circa 60.000 euro solo per sistemare il cortile esterno e l’ingresso del locale, per non parlare degli impianti. Per tentare di rientrare nei costi dunque ho smesso di versare il canone di locazione da luglio ed è per questo motivo che a metà dicembre mi è stato notificato lo sfratto».

Sorrentino lascia dunque e lo fa nel suo stile, con la sua etica da rugbysta che gli rende possibile affrontare “sia le vittorie sia le sconfitte” ma soprattutto di rialzarsi dopo le seconde e che gli fa raccontare il tutto senza acrimonia anzi, con parole di profondo rispetto nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda.

«Sono amareggiato perché ho sempre amato questa città incondizionatamente: anni fa ho rinunciato anche ad ingaggi sportivi importanti per rimanere a vivere qui. Spero solo che il tempo mi dia ragione. Per ora l’affetto generale delle persone (che francamente non mi aspettavo così esteso) mi sta dando ragione».

L’imprenditore aquilano, ex terza linea, è colpito dalle attestazioni di affetto e di stima che lo stanno raggiungendo in questi giorni ed è grato alle Forze dell’ordine che durante i recenti giorni dello sgombero del locale in viale della Croce Rossa hanno manifestato grande comprensione e nei confronti dell’entourage di ‘Nonna Cristina’., composto da 8 persone tra dipendenti e collaboratori, oltre al titolare.

nonna cristina gabriele sorrentino

Il commiato però non è un addio, anzi, Sorrentino è già alla ricerca di una valida alternativa dove poter trasferire ‘Nonna Cristina’.

«Sono già stato contattato con delle offerte avanzate sulla scia di quanto successo che mi hanno commosso» confessa l’imprenditore.

«Sto valutando anche località costiere dove potermi eventualmente spostare ma gli abitanti di questa città mi stanno chiedendo di rimanere anche sui social. E pensare che a Pescara, a parità di condizioni, l’affitto di un locale commerciale costa un terzo di quanto avrei dovuto pagare io qui a L’Aquila».

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