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Grotte di Stiffe, verso il cambio di gestione

La concessione della Progetto Stiffe sta per scadere.

Dopo 22 anni di gestione ininterrotta delle Grotte si volta pagina. “Il comune di San Demetrio sarà protagonista dello sviluppo dell’area e di tutto il territorio”. L’intervista al sindaco Cappelli.

Dal 5 luglio 1996 le Grotte di Stiffe sono gestite dalla Progetto Stiffe S.p.A., una società a capitale misto pubblico-privata, che tra pochi mesi vedrà scadere il “mandato ventennale”.
Sul futuro imminente e sul nuovo potenziale gestore si sa ancora poco, anzi pochissimo: “Sono in corso tavoli di confronto” – spiega il sindaco di San Demetrio Silvano Cappelli.

Che ne sarà della “Progetto Stiffe”? 

“Posso solo dire che il rinnovo non è possibile così com’è perché la legge non ce lo permette. Bisognerebbe fare una gara, un bando per l’affidamento. Stiamo ragionando sulle varie possibilità, ma ciò che è certo è che le Grotte non si assegnano in modo diretto” – è chiaro il primo cittadino del comune vestino, che afferma anche che “San Demetrio sarà il protagonista dello sviluppo del territorio che abbraccia anche Stiffe. Andiamo sicuramente verso una gestione differente in cui il comune giocherà il ruolo di attore principale.  Stiamo già lavorando su obiettivi precisi da fissare e raggiungere. Non dimentichiamo che stiamo parlando della seconda attrazione turistica del territorio che conta 45 mila presenze. E’ molto, ma non abbastanza. Faremo di più”.

Un passaggio di testimone complicato perché avverrà tra giugno e luglio,  nel pieno della stagione estiva, rischiando di compromettere investimenti pubblicitari e quindi anche il calendario degli eventi che si svolgono tutti i mesi dell’anno all’interno del polo di attrazione.

Per ogni anno la Progetto Stiffe ha versato al comune 16 mila euro di affitto più il 18% di ogni biglietto venduto. Il bilancio della società ammonta a 500mila euro all’anno, il trend di visitatori registrato negli ultimi anni è in continua crescita tanto da essere considerato come esempio di vero turismo delle aree interne dell’aquilano.

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