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M5S, il giorno dei candidati

E’ il giorno dell’ufficializzazione delle candidature alle prossime elezioni politiche per il Movimento 5 Stelle.

Sono accorsi in centinaia da tutta Italia a Pescara dove nella tarda serata di oggi si concluderà Villaggio Rousseau, la convention nazionale al termine della quale verranno svelati i risultati delle Parlamentarie.

Le liste dei vincitori delle parlamentarie saranno diffuse, a quanto si apprende, tra le 20 e le 21.

Il candidato premier Luigi Di Maio è arrivato a Pescara nel pomeriggio: la giornata è iniziata da L’Aquila, dove Di Maio ha incrociato i sostenitori alla Villa comunale nel corso di una tappa del Rally per l’Italia. Una visita molto veloce dove Di Maio, scortato dalla consigliera regionale Sara Marcozzi e dalla senatrice aquilana – non ricandidatasi Enza Blundo – è entrato anche a Collemaggio. Nessuno spazio per interviste ai cronisti.

Al Villaggio Rousseau i partecipanti vengono un po’ da tutta Italia: Puglia, Toscana, Piemonte, Calabria, Sicilia e Campania, tra le Regioni più rappresentate oltre all’Abruzzo.

I candidati abruzzesi alle Parlamentarie, tra conferme e volti nuovi

Occhi puntati sui candidati abruzzesi: come dicevamo Enza Blundo, l’insegnante aquilana eletta senatrice cinque anni fa, ha deciso di non ricandidarsi. Ci riprovano invece gli altri parlamentari made in Abruzzo: Gianluca Vacca, Gianluca Castaldi, Andrea Colletti e Daniele Del Grosso.

Il termine per presentare le autocandidature è scaduto a inizio anno: queste sono state poi vagliate e inserite nel “listone”. Ma non sono mancate le sorprese.

Quella che ha fatto più rumore sui social è l’esclusione della candidatura di Giorgio Fioravanti, portavoce del meet-up Amici di Beppe Grillo dell’Aquila, una delle espressioni nel capoluogo dei 5 Stelle.

La situazione a L’Aquila del M5S è piuttosto frammentata.  A candidarsi c’è anche l’aquilano Riccardo Cicerone, coordinatore del coworking di Via Roma Strange Office: grillino della prima ora, iscritto dal 2012, mai sceso in campo attivamente nelle dinamiche politiche locali.

Da Avezzano viene Giorgio Fedele, attivista storico nonché cofondatore del primo gruppo M5S nella Marsica. Non si sono invece autocandidati nel capoluogo l’avvocato Fausto Corti (che segue da vicino la vicenda delle maxi bollette nei CASE) e Fabrizio Righetti, candidatosi a sindaco dell’Aquila alle scorse comunali.

Gli altri aquilani candidati alla Camera: Roberto Bianchi, Carlo NannicolaSilia Busilacchio, Fulvio Piscina, Ruggero Torre, Simone Del Grosso, Emanuele Costantini, Simone Guglielmi. Da Pizzoli Fabio D’Alessandro.Nella Marsica Carmela Tomassetti (Celano), Adele Paponetti e Ottavio Retico da Trasacco, Luigi Cecchini, Daniela Proietti, Emanuele Frezzini da Avezzano, Marco Vicaretti da Collarmele e Angelo Bisegna da Capistrello.

Dello stesso collegio fanno parte anche i candidati, provenienti dalla provincia di Teramo: Giorgio D’Agostino (Castellalto), Antonio Zennaro (Tortoreto), Fabio Cinì (Nereto), Giovanni Di Achille (Teramo), Massimo Cerase (Sant’Egidio alla Vibrata), Fabio Berardini (Teramo), Angelo Figliola (Tortoreto), Renato Santilli (Tortoreto), Davide Di Battista (Castiglione Messer Raimondo), Valentina Corneli (Roseto degli Abruzzi), Vito Dolisi (Silvi), Alessandro Natali (Teramo), Virginia Maloni (Sant’Egidio alla Vibrata), Fabrizio Olivieri (Tortoreto), Mauro Di Crescenzo (Giulianova), Alessio Campegna (Roseto degli Abruzzi), Erica Talamonti (Martinsicuro), Alessandro Di Francesco (Teramo), Andrea Finistauri (Alba Adriatica).

Gli aquilani candidati al Senato: Diego Del Vecchio, Luigi Cavalli, Francesco Paolo Salvati, Rita Calvani, Michele Di Cesare (Cagnano Amiterno), Luigi Bianchi, Dino Calvisi, Anna Maria Scopano, Emanuela Papola, Reno Cricchi (Scoppito), Danilo Prosperi, Giuliana Marinelli, Lorenzo Ragone, Paolo Baglioni.

M5S, alleanze sì o no?

“Accordo programmatico”. E’ in queste parole che le anime del M5S sembrano trovare una quadra per il dibattito sulle alleanze. Dibattito pruriginoso ma inevitabile, che ha dominato la scuola politica di Pescara in una giornata apertasi con un post co-firmato nel quale Beppe Grillo e Luigi Di Maio smentiscono qualsiasi frattura sulla strategia sulle alleanze post-voto. In serata, ecco arrivare la linea del terzo “big” del Movimento, Alessandro Di Battista. “Chi avrà l’incarico di governo andrà in Parlamento e chiederà la fiducia su dei punti” del programma, sottolinea Dibba. “Se prenderemo il 38% penso che Mattarella possa dare l’ incarico a noi, il mio obiettivo è portare più consensi possibile al M5S”, spiega Di Battista ponendo un bivio agli elettori: “O un governo 5 Stelle o un governo Gentiloni sostenuto da Pd, FI, parte della Lega e parte di Leu”.

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