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Politiche 2018, partiti e candidati in fermento

Giorni cruciali per la definizione dei candidati che si sfideranno alle Politiche 2018 per un posto in Parlamento.

Grandi manovre all’interno delle coalizioni per l’individuazione dei candidati alle prossime Politiche 2018. Mentre il Movimento 5 Stelle è impegnato nelle Parlamentarie, il centrosinistra e il centrodestra sono alle prese con gli equilibri interni per garantire la maggiore rappresentatività in vista delle elezioni. La legge elettorale, che definisce le regole per l’appuntamento del prossimo 4 marzo, prevede due modi di elezione che stanno agitando le acque della politica regionale: una quota proporzionale a liste bloccate, che blinda il capolista e che favorisce il secondo nome in lista; una quota maggioritaria o uninominale, che vede scontrarsi direttamente i candidati unici di ogni coalizione nel collegio di riferimento.

Politiche 2018, nel Pd sembra prevalere la linea D’Alfonso.

Nel Pd sembra ormai passata la linea di Luciano D’Alfonso, che ha strappato il suo posto sicuro del proporzionale al Senato, oltre a quello proporzionale alla Camera dei Deputati per il fedelissimo enfant-prodige Camillo D’Alessandro, superando i malumori provenienti soprattutto da Pescara. L’altro collegio blindato in quota proporzionale sembrerebbe chiuso in favore dell’uscente senatrice aquilana Stefania Pezzopane.

Con D’Alfonso candidato in Senato, però, si apre il nodo della Regione che, con il presidente dimissionario, sarebbe traghettata fino alle prossime elezioni dal vicepresidente Giovanni Lolli.

Novembre in caso di elezioni anticipate, marzo in caso di Election day, comunque il Pd dovrebbe affidarsi a una personalità di rilievo per giocarsi la partita del controllo della regione con in centro destra. Un nome di “garanzia” potrebbe essere quello di Giovanni Legnini, asso nella manica in grado di attrarre consensi e unire politicamente le varie anime del centrosinistra, vicepresidente del Csm, ma con incarico in scadenza a ottobre 2018. Da verificare, quindi, se ci saranno i tempi tecnici per avanzare questa candidatura.

Per quanto riguarda l’ala sinistra di Liberi e Uguali, in procinto di vagliare l’ingresso nella coalizione di centro sinistra, le prime candidature certe dovrebbero essere quelle dell’assessore regionale Marinella Sclocco e Gianni Melilla, che  dovrebbero essere affiancati da diversi amministratori del territorio.

 

Politiche 2018, Centrodestra: nei prossimi giorni la definizione dei collegi uninominali.

Trepidante attesa per capire come saranno ripartiti i collegi. In base alle ripartizioni i partiti definiranno le liste bloccate per il proporzionale e i candidati ai collegi uninominali, cioè maggioritari. Per Forza Italia sarà decisivo Silvio Berlusconi, che di fatto avrà l’ultima parola sulle proposte del territorio. Difficilmente il presidente di Forza Italia vorrà separarsi da figure fidate come quelle di Nazario Pagano e Paola Pelino. Lanciato verso il maggioritario alla Camera per Chieti-Sulmona, inoltre, Fabrizio Di Stefano, che conferma ai microfoni del Capoluogo di aver «chiesto il maggioritario, visto che con questa legge elettorale non è possibile esprimere preferenze». Per Di Stefano, quindi, questa possibilità rappresenterebbe una sorta di “preferenza indiretta” a disposizione degli elettori. Sul Vastese, invece, a disposizione la candidatura del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, particolarmente gradita al partito e forte della rielezione “a furor di popolo” per la seconda consiliatura consecutiva. Su L’Aquila a giocarsi la partita potrebbe essere Guido Liris, con la possibile “sorpresa” di Andrea Ruggeri, nipote eccellente del Bruno Vespa d’Italia. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, invece, Giorgia Meloni è stata perentoria: candidature a personalità politiche apicali che hanno sempre lavorato per la crescita del partito. Così caratterizzati appaiono quindi i coordinatori regionali Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra e il coordinatore provinciale chietino Antonio Tavani. A loro si aggiungeranno  gli altri leader e gli amministratori del territorio, tranne il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a cui il partito non chiederà certamente di lasciare la guida della città. In fermento anche la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra, coi centristi di Noi per l’Italia. L’ex presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, potrebbe essere della partita.

Rosatellum 2.0, come si vota tra collegi uninominali e quota proporzionale.

Per la Camera dei Deputati 232 sono i collegi uninominali istituiti e 386 quelli assegnati con il proporzionale. Per il Senato, 116 collegi uninominali e 193 da assegnare con il proporzionale.

L’Abruzzo ha a disposizione 14 seggi alla Camera e 7 al Senato. Due saranno le schede, una per la Camera e una per il Senato ed entrambe saranno valide sia per la parte uninominale che maggioritaria. Oltre al nome del candidato al collegio uninominale, infatti ci saranno i simboli dei partiti che lo sostengono e un listino dei candidati nel collegio plurinominale. L’elettore, quindi, potrà barrare direttamente il nome del candidato delle coalizioni al maggioritario e il simbolo del partito scelto. Il voto al maggioritario varrà nello scontro diretto con il candidato unico delle altre coalizioni, mentre il voto al partito contribuirà al monte voti calcolato su base nazionale per l’assegnazione dei seggi su base proporzionale, con gli eletti individuati all’interno delle liste bloccate. Barrando solo il simbolo del partito, si sosterrà sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Diversamente, se si barra il nome del candidato uninominale, il voto non viene invalidato ma per il proporzionale viene assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale.

Tutti i dettagli nel video pubblicato da La Stampa.

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