IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali

Il 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali.

In questo giorno tradizionalmente vengono benedetti gli animali e le stalle invocando la protezione del santo.

Il legame tra il Santo e gli animali ci viene narrato anche dall’iconografia secondo la quale solitamente il Santo viene raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella.

La motivazione è da ricercare nella tradizione dell’ordine degli Antoniani di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio (sfogo pruriginoso della pelle simile alla varicella).

I maiali circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella, da qui l’elemento figurativo.

Sant’Antonio inoltre viene raffigurato accanto a un fuoco che arde: “il fuoco di S. Antonio” (così comunemente chiamato) in riferimento alla dolorosa infiammazione virale, l’herpes zoster, simile al fuoco provocato da Satana che aveva cercato di fiaccare il corpo di Sant’Antonio con piaghe molto dolorose.
Perciò ancora oggi si invoca Sant’Antonio per le forti infiammazioni virali.
Per curare questa terribile malattia veniva utilizzato appunto il grasso di maiale dagli abati Antoniani.

Il Santo è realmente esistito: nacque a Coma in Egitto (l’odierna Qumans) intorno al 251 in una famiglia di ricchi agricoltori cristiani.

Rimasto orfano prima dei vent’anni, Antonio distribuì i beni ai poveri, affidò la sorella ad una comunità femminile e si ritirò in eremitaggio nel deserto della Tebaide in Egitto vivendo in preghiera, povertà e castità.

È patrono degli eremiti, dei becchini (poiché, con l’aiuto di un leone, diede sepoltura all’eremita san Paolo nel deserto della Tebalde, è patrono anche dei becchini) dei maiali, dei loro guardiani, degli animali domestici e in particolare di quelli delle stalle. 

La tradizione vuole che la notte della vigilia del 17 gennaio nella stalla si sentano gli animali parlare, e la benedizione delle state in questo giorno è tradizione radicata e ben viva: nelle città si portano a benedire gli animali da compagnia, dai grossi cani ai piccoli pesci.

X