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Pedaggi, un accordo agrodolce

Il Ministero chiederà a Strada dei Parchi la sospensione del recente aumento dei pedaggi: in cambio, la Regione fornirà agevolazioni per i pendolari ‘almeno fino al 20% del costo del pedaggio’.

Una soluzione agrodolce, quella emersa dall’incontro terminato nella tarda serata di ieri presso il Ministero delle Infrastrutture, nel corso del quale il Ministro Delrio ha ricevuto i presidenti D’Alfonso e Zingaretti e alcuni sindaci in delegazione – per il Comune dell’Aquila era presente il vice sindaco Liris e il consigliere regionale Pietrucci.

LIRIS PIETRUCCI PEDAGGI AUTOSTRADE

Agrodolce perché è pur vero che la larga mobilitazione dei sindaci e degli amministratori locali ha fatto accendere un faro su un aumento dei pedaggi decisamente sproporzionato e penalizzante per i territori interni: ma al tempo stesso Strada dei Parchi non intende fare nemmeno un passo indietro, con la Regione che allora cerca di porre rimedio con un programma – ancora da definire – di agevolazioni ma solo per i pendolari.

Andiamo con ordine.

Ieri l’incontro durante il quale è stato consegnato al Ministro il documento sottoscritto a Carsoli il 3 gennaio scorso all’interno del quale veniva richiesta “la sospensione del recente aumento del pedaggio e l’avvio di un tavolo istituzionale per una soluzione strutturale che possa favorire gli investimenti e abbattere il costo del pedaggio”.

“Alla luce dell’incontro” si legge nella nota diffusa dai sindaci

“il Ministro Delrio convocherà immediatamente il Concessionario per avanzare formalmente la richiesta di sospensione del rincaro subordinata alla condivisione di un nuovo piano di lavori autorizzati. Nel contempo, il Ministro e le Regioni, con risorse proprie, si sono impegnati a finanziare nuove agevolazioni per i pendolari, più semplici e incisive (almeno fino al 20% del costo del pedaggio).

Ciò nonostante i Sindaci hanno deciso di mantenere la mobilizzazione fino alla concretizzazione delle proposte emerse dall’incontro con particolare riferimento alla sospensione degli aumenti».

Strada dei Parchi, nella tarda serata di ieri, ha però inteso ribadire la propria posizione: “La concessionaria di A24 e A25, comunque, non è disposta ad accogliere soluzioni che scaricano di nuovo sulla società l’onere delle tariffe”.

“La società Strada dei Parchi da sempre si dice pronta ad affrontare il tema delle tariffe in una logica strutturale. Tanto da aver avanzato diverse proposte di Piano Economico Finanziario capaci di tenere sotto controllo proprio l’incremento tariffario. Proposte che finora non hanno incontrato il favore del Ministero. La concessionaria di A24 e A25, comunque, non è disposta ad accogliere soluzioni che scaricano di nuovo sulla società l’onere delle tariffe”.
L’azienda ha sottolineato che “in attesa di conoscere ufficialmente l’orientamento emerso nell’incontro tra il ministro e Delrio e i due presidenti delle regioni Lazio e Abruzzo, il concessionario ritiene opportuno ribadire la sua posizione soprattutto, alla luce delle notizie che stanno emergendo circa le determinazioni assunte nelle riunione di oggi”.

La Regione e lo ‘sconto’ del 20%

In chiusura di giornata, a parlare per la Regione è il delegato ai Trasporti della Regione Abruzzo Camillo D’Alessandro:

“Le Regioni hanno assunto l’impegno di finanziare le agevolazioni sugli abbonamenti per i pendolari, che comporterebbero un’ulteriore riduzione del 20% della tariffa”.

Ricordando che l’aumento delle tariffe autostradali è dovuto all’effetto della sentenza passata in giudicato che ha visto l’imposizione tariffaria sulla base di un contratto di concessione firmato oltre 20 anni fa, D’Alessandro ha sottolineato due aspetti:

Innanzitutto, il governo nazionale è riuscito a far riconoscere dall’Unione Europea la particolarità dell’Autostrada dei parchi in ragione dell’attraversamento di un territorio a forte rischio sismico in cui si sono registrati recentemente diversi terremoti, nonché la strategicità dovuta al collegamento con la capitale. Ciò consente di mettere in campo un nuovo Piano economico finanziario in cui lo Stato si farà carico di una grande quota del finanziamento all’infrastruttura, oggi tutta a carico del concessionario e quindi inevitabilmente – secondo il contratto – con effetti di aumento delle tariffe. Un Piano economico finanziario concordato col concessionario in questi termini ci consentirebbe di arrivare ad un massimo di aumento nell’ordine del 4% al lordo degli oneri di Iva.

Inoltre le Regioni hanno assunto l’impegno di finanziare le agevolazioni sugli abbonamenti per i pendolari, che comporterebbero un’ulteriore riduzione del 20% della tariffa.

 

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