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Collemaggio, parla Maria Grazia Lopardi

La rinnovata gioia nell’ammirazione della basilica di Collemaggio è direttamente proporzionale all’amarezza e allo sconcerto.

Le motivazioni sono da ravvisare nei nei di questa pur monumentale ed encomiabile opera di restauro e riparazione.

IlCapoluogo si era già occupato della pedana di legno che copre il pavimento della Basilica di Collemaggio  spuntata fuori come una sorpresa sgradita alla fine dei lavori di ricostruzione post sisma.

La “pedana della discordia” contenente i tubi per il riscaldamento, non aveva lasciato indifferenti i visitatori.

collemaggio

Tra loro, in prima linea, la “signora di Collemaggio”, Maria Grazia Lopardi la quale ricordava come, a distanza di quasi dieci anni, si riproponesse un tema già oggetto di polemiche: era il 2006 e comitati cittadini e associazioni si erano già mobilitati contro l’applicazione di pedane di parquet sul meraviglioso pavimento trecentesco della Basilica.

Intervistata dal Capoluogo, la studiosa ha aggiunto: «Nella zona dell’altare basterebbe restringere la pedana per lasciare visibili le losanghe rosse. Il problema avrebbe potuto trovare semplice soluzione: si sarebbe potuto ricorrere a degli steli irradianti curvi (per capirci come le lampade da salotto) come è accaduto per San Bernardino.

Inoltre i nei su cui non si può richiamare l’attenzione sono la copertura del pavimento del labirinto, delle stelle di losanghe rosse sul presbiterio e del complesso simbolico, su cui anche  Renee Guenon ha scritto, e conosciuto come Quatre de Chiffre.

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Quest’ultimo, simbolo dei Maestri Costruttori e probabilmente unico in Italia, è ora coperto dalle panche».

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Maria Grazia Lopardi già dal 21 dicembre ha inviato una lettera al Sindaco, Pierluigi Biondi, alla Soprintendenza e all’Eni pregando quantomeno di «liberare le parti più significative.

Nella zona del labirinto le panche coprono la scritta 888 che, secondo il sistema ebraico di numerologia della gematrìa, corrisponde numericamente al nome di Gesù.

Qui una soluzione potrebbe essere l’utilizzo delle sedie trasparenti al posto delle panche, come nel caso della Cattedrale di Anagni.

Collemaggio labirinto

Fermo restando il doveroso plauso a chi ha reso possibile la riapertura del luogo simbolo della città dell’Aquila, sarebbe auspicabile liberare queste parti specifiche e restituirle alla vista del visitatore sia per la loro bellezza sia per il loro intrinseco significato».

 

Dalla lettera all’Eni di Maria Grazia Lopardi

Con la mia conferenza dell’11 dicembre ho inteso ringraziare l’ENI e tutta l’equipe che ha proceduto al pronto restauro della meravigliosa basilica aquilana. La meraviglia che la visione dell’interno suscita, la riconoscenza che inonda i cuori sono sconfinate, ma vi è una motivo di dolorosa sorpresa nel trattamento riservato al pavimento medievale- che è un capolavoro- per scaldare nei mesi invernali. 

L’area dove insiste l’altare è stata interamente coperta da una pedana contenente l’impianto per scaldare l’officiante (nella basilica di S. Bernardino sono state poggiate due lampade irradianti rimovibili), coprendo un motivo di losanghe rosse a stella che, per un effetto ottico, si trasforma in una serie di cubi emergenti.

Tale disegno è esclusivo dell’area del presbiterio.

Inoltre il meraviglioso labirinto di 6 serie di cerchi concentrici bicromi- come buona parte del pavimento della navata centrale- è stato coperto per 2/3 dalle panche fissate a due canale di metallo coprenti i tubi per il riscaldamento dei fedeli.

Risulta sostanzialmente occultata anche una ‘firma’ dei costruttori, l’unico ‘quatre de chiffre’ in Italia, simbolo al quale è stato dedicato un intero capitolo in ‘Simboli della scienza sacra’ di René Guénon- ed. Adelphi.

Insomma è come se, per illuminare la Gioconda, si applicasse sul quadro una applique forando lo stesso per far passare il filo.

Ho fatto conoscere quel pavimento in buona parte d’Italia, raccogliendo per lo stesso 40.000 euro ora dirottati sui quadri da restaurare, e già mi pervengono messaggi di disappunto-anche pesante- da parte di chi è venuto a vedere la basilica e ne conosce i particolari.

Rivolgo dunque una preghiera (ho già scritto anche al Sindaco e alla Soprintendente, al momento senza riscontro) di rimediare all’oltraggio perpetrato in danno del pavimento, almeno liberando il labirinto, il quatre de chiffre, e la fascia esterna dell’area dell’altare dove insistono le losanghe a stella.

Invero tutto il pavimento merita rispetto, ma almeno è necessario salvare le parti più belle e particolari. 

Nel duomo di Anagni sono state messe sedie trasparenti per non occultare il pavimento cosmatesco.

È assurdo questo ‘neo’ in chi ha compiuto il meraviglioso restauro con generosità, sensibilità e competenza”.

 

Foto di Maria Grazia Lopardi

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