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L’Aquila e Victor, il mago degli effetti

Esce oggi nei cinema “Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione“, il seguito del film di Gabriele Salvatores che racconta la storia di Michele, ragazzo speciale approdato sul grande schermo tre anni fa.

Salvatores al suo fianco ha voluto Victor Perez, classe 1981, regista e produttore spagnolo meglio conosciuto come il mago degli effetti, la cui storia si intreccia con L’Aquila e il terremoto.

A raccontarla è Repubblica Spettacoli:

Spagnolo, 36 anni, grazie all’aiuto di alcuni amici dopo il terremoto è finito a studiare effetti visivi a Londra. Da allora ha lavorato sui set di I pirati dei Caraibi, Batman e Rogue One. Per il film di Gabriele Salvatores ha coordinato 62 artisti realizzando effetti che non si erano mai visti nel cinema italiano

Il suo, un talento incredibile, capace di rendere con un dono incredibile di sintesi anche una mezza frase di una sceneggiatura. Non parliamo delle americanate alla Marvel, non solo per differenze di budget ma anche concettuali:

“La mia idea era portare il grande spettacolo degli effetti ma focalizzato su una storia piccola”

dice Victor Perez a Repubblica.

“Basti pensare che nel film ci sono almeno 521 inquadrature di effetti visivi, quasi un terzo del totale. E che siamo riusciti in una cosa che non è mai stata fatta prima nel cinema italiano: realizzare un doppio digitale per l’attore Mikolaj Chroboczek, che interpreta lo “speciale” Roccia, ottenendo persino un primo piano completamente ricostruito al computer”.

Tantissimo studio, curiosità, ingegno: ma cosa lega “il mago” Victor Perez a L’Aquila?

Originario di Cordoba, prima l’amore per la fotografia e per le macchine del fratello, più grande di lui di quindici anni. Poi i computer, Photoshop e una passione che si fa sempre più concreta: quella per gli effetti e l’animazione, alla quale affianca la recitazione e l’arte drammatica.

“Poi ho conosciuto la ragazza che sarebbe diventata mia moglie che è italiana e mi sono trasferito all’Aquila. Lì mi sono iscritto al Centro Sperimentale di Cinematografia di Vittorio Storaro, ero felicissimo, ho fatto qualche altro corso negli Stati Uniti, facevo dei lavoretti soprattutto per la Spagna, sognavo di andare a Londra ma per un motivo o per un altro non partivo mai.

Poi però è arrivato il terremoto e la scuola ha chiuso. Un mio gruppo di amici ha fatto una colletta, ha raccolto dei fondi e mi ha mandato a studiare a Londra: per un anno ho vissuto nella cucina di un’amica di un mio amico per risparmiare.

Quando ho finito il corso in meno di tre giorni stavo lavorando, nel giro di un mese ero direttore tecnico di Danny Boyle, dopo pochi mesi ero sul set di Harry Potter“.

Da lì, moltissime le grandi produzioni alle quali ha lavorato: da Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare a Il cavaliere oscuro – Il ritorno del mare di Christopher Nolan, Rogue One, lo spinoff diStar Wars. E di certo non finisce qui.

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