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Piazzale Paoli, i parcheggi contro la memoria

“Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”, Luis Sepulveda.

Crea sconcerto la petizione lanciata dai residenti di Piazzale Paoli contro il Parco della Memoria da realizzare in onore delle vittime del sisma del 6 aprile 2009.

Una memoria, quella del popolo aquilano, che è  essere contraddistinta da eventi che hanno avuto un ruolo di spartiacque storico, che ne hanno modificato la fisionomia, la storia e i perfino colori sociali delle insegne e dei vessilli.

Prova ne sia che dopo il Grande Terremoto del 2 febbraio 1703 la città adottò i nuovi colori, nero e verde, rappresentativi del lutto e della speranza che si sostituivano al rosso e al bianco.

E a imperitura memoria (appunto) della strage della Candelora sotto le capriate del tetto della chiesa di San Domenico e di tutta la città venne edificata la chiesa di Santa Maria del Suffragio.

Per le 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009 invece non c’è pace.

Dopo 9 anni dall’evento «l’unico segno tangibile di ricordo dei morti del terremoto del 6 aprile è la Cappella della memoria, su iniziativa della Curia aquilana che ringraziamo – dichiara Vincenzo Vittorini a Newstown.

La comunità civile, invece, non ha ritenuto di dover fare nulla per ricordare.

Il simbolo è tale se viene chiesto da tutta la comunità, non da chi ha patito la sofferenza. Tante cose potevano essere fatte a costo zero per ricordare i nostri figli e quei figli che altri genitori avevano affidato a questa città. C’era bisogno di un segno, subito, un luogo che poi potesse essere anche migliorato. Invece, la richiesta di un parco della memoria è venuta soltanto dai familiari delle vittime».

Non solo.

All’assenza di una degna iniziativa civile si aggiunge lo sconcerto per le polemiche sorte intorno alla proposta di realizzare un Parco della Memoria a piazzale Paoli, luogo tristemente noto come uno dei più martoriati dal sisma in termini di vittime.

Un gesto doveroso, per la memoria storica collettiva, un gesto che si attendeva da tempo.

Eppure l’iter burocratico del progetto di Manfredo Gaeta e Annalisa Di Luzio stenta a decollare, nonostante la sua presentazione a Eataly Roma che finanziò parte del progetto stesso con una donazione di 87.500 euro.

Per maggior cordoglio è degli ultimi giorni la notizia che è in corso la raccolta firme della petizione (le firme si raccoglierebbero presso il Bar del Corso presso li Portici ex INAIL vicino al Cinema Massimo e presso lo studio di Roberto Grillo) per impedire che venga realizzato il Parco della Memoria a Piazzale Paoli.

 

Riportiamo per completezza il testo della petizione.

PIAZZALE PASQUALE PAOLI

Premessa storica:
Si tratta di un parco monumentale, realizzato negli anni 20/30 dello scorso secolo, facente parte integrante della Villa Comunale.
Quando fu realizzato, si operò la piantumazione di alberi di grande qualità (Cedri, Sequoie, ecc.) ed ognuno riportava il cartello con scritto il tipo di pianta messa a dimora. Questo ci testimonia l’attenzione che i nostri Padri ebbero nella realizzazione del verde cittadino.
L’aspetto architettonico semicircolare ad anfiteatro e le gradinate che convergono verso il Monumento ai Caduti, orientate esattamente al centro dell’Emiciclo, dimostrano la continuità architettonica del Parco stesso con la Villa Comunale e gli edifici storici con essa integrati.
Piazzale Paoli ha visto crescere intere generazioni di giovani Aquilani che, in estate, vivevano il Parco giocando “a pallone” e scorrazzando nel verde e, all’imbrunire, li vedevi con le fidanzate seduti sui muretti. Così sono nate tante famiglie aquilane. In inverno i vialetti e le gradinate diventavano, con un po’ di neve, piste per le slitte. Era un piacere sentire il vociare dei tanti bambini che giocavano nella neve.
Il Piazzale, inoltre, ha sempre svolto la funzione di “Punto di fuga e di raccolta” in caso di qualche “scossetta” di terremoto. Un luogo sicuro ove poter trascorrere qualche ora in macchina in caso di emergenza.
Fu poi utilizzato con successo come parcheggio per il Centro Storico.
Tale parcheggio fu poi chiuso ed il Piazzale arredato con qualche giochino per i bambini. Questa scelta, dell’allora amministrazione Tempesta, fu presa al fine di indirizzare gli aquilani verso il nuovo Parcheggio Lorenzo Natali di Collemaggio appena inaugurato.

Tale scelta non dette i risultati attesi, ma, viceversa, allontanò gli Aquilani dal Centro Storico che iniziò a deperire. Peraltro si riempirono di auto tutte le strade interne del quartiere della Villa Comunale. Ma di sera, dopo cena, in carenza di controlli notturni della Polizia Municipale, si creò in centro il “parcheggio selvaggio”, in particolare sul Corso ed in Piazza Duomo. Evidentemente gli Aquilani volevano ancora “vivere liberamente” il Centro Storico di cui erano stati privati.
Ma ora si vuol realizzare il Parco della Memoria.
Si persevera nell’errore.
CHE COSA E’ IL PARCO DELLA MEMORIA:
Si tratta di un progetto promosso da un comitato di Lanciano (CH) che prevede lo stravolgimento totale di Piazzale Paoli.
IN PARTICOLARE:
– Abbattimento di numerosi alberi con realizzazione di un non meglio definito “Giardino ascetico orientale secco” (…?);
– Realizzazione di una enorme peschiera grande quanto il piazzale, (Pensate alla manutenzione….) con al centro un obelisco di 18 (dicasi diciotto) metri di altezza, oltre all’eliminazione di TUTTI I POSTI AUTO e con un costo complessivo per l’Amministrazione Comunale vicino ai 900.000,00 (dicasi novecentomila/00) euro.
Tale progetto è stato selezionato da una “commissione di esperti” e deliberato, ma non finanziato, dalla vecchia amministrazione intorno all’anno 2012- 2013, senza per nulla interpellare i residenti del quartiere della Villa Comunale (a quel tempo impegnati in ben altri problemi).
QUESTO PROGETTO NON CI PIACE E NON SI DEVE FARE. PERCHE?
1. Gli alberi sono secolari e vanno tutelati. Il verde si deve mantenere, pulire e manutenzionare. Chi dice che gli alberi di Piazzale Paoli sono alla fine della vita vegetativa afferma il falso. Allora? Anche gli alberi della Villa Comunale sono alla fine? Quelli che dovessero risultare malati o a fine vita ANDRANNO SOSTITUITI PREVIA PERIZIA E CONTROLLO DI ESPERTI AGRONOMI, non certo abbattuti a caso. Chi dovesse abbattere senza reale motivo questi alberi secolari si renderebbe colpevole di gravi danni alla Comunità Cittadina.
2. Il Piazzale, semplicemente ripulito e riparato nei pochi danni ai muretti e alle panchine, con poca spesa, VA MANTENUTO COSI’ COM’E’. In tal modo SI CONSERVA LA MEMORIA DEL PASSATO. Se no, di che memoria stiamo parlando? La memoria per le Vittime del terremoto non si realizza DISTRUGGENDO UN PATRIMONIO CITTADINO. Occorre trovare un modo più consono all’obiettivo prefisso: per esempio realizzando un “Parco della Memoria delle Vittime del terremoto” in un luogo più adatto come nel sito della ex Casa dello Studente o altrove.
3. Ripristinando il parcheggio nel Piazzale si posso ricreare 100 (dicasi CENTO) posti auto che, gestiti con disco orario di due ore, valido di giorno dalle ore 8,00 alle 20,00, in forma gratuita, genererebbero una rotazione di parcheggi fino a 500 (dicasi CINQUECENTO) auto. La sera, il parcheggio libero fino al mattino seguente, produrrebbe frequentazione dei locali in centro e comodità per tutti. I giochi per i bambini, che erano al centro del Piazzale, possono tranquillamente tornare alla Villa Comunale dove sono sempre stati.
4. Non dimentichiamo inoltre che tornerebbe ad essere un punto strategico di fuga e di raccolta in caso di scossa tellurica, senza il pericolo di ricevere un “obelisco di 18 metri in testa”.
5. Per finire, solo in questo modo si potrà giustificare la presenza dei parcheggi “Blu”, ovvero a pagamento, in prossimità del Grand Hotel e tutt’intorno alla Villa Comunale che, al contrario, rappresenterebbero solo una “vessazione” per i cittadini che non hanno alternative per lasciare la propria auto. Caldeggiamo, con l’occasione, la realizzazione dell’ascensore che, dal Parcheggio di Collemaggio, conduca direttamente in fondo a Viale Rendina, proprio sull’ingresso degli Uffici INPS, rendendo così molto più comodo e fruibile il predetto Terminal e Parcheggio “Lorenzo Natali” in Collemaggio.

 

Sui social impazza la polemica, addirittura c’è chi ne approfitta per cavalcare il tormentone della penuria di parcheggi e delle strisce blu.

In attesa di scoprire se il disaccordo per motivi architettonici o di “opportunità” stia creando il terreno fertile per una comunità senza memoria, i parenti delle vittime rilasciano dichiarazioni forti o si trincerano dietro un silenzio che di certo è più dignitoso delle diatribe social su un atto che la città deve alle vittime del 6 aprile 2009, esattamente come ai caduti del 118 del gennaio 2017.

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