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Metanodotto, missione a Roma

Missione romana per dire no al Metanodotto Snam e supportare il sindaco Annamaria Casini che ha presentato le proprie dimissioni contro il via libera del Governo alla costruzione della centrale di compressione Snam a Sulmona.

A decine, fra sindaci e amministratori della Valle Peligna e Subequana, insieme al consigliere regionale Pietrucci e al sottosegretario Mazzocca sono da stamattina a Roma con le fasce tricolori: un gesto di solidarietà e di vicinanza alla battaglia contro il Metanodotto Snam

metanodotto snam: missione a Roma
metanodotto snam: missione a Roma
metanodotto snam: missione a Roma

Un risultato è stato raggiunto, fa sapere il sindaco Casini.

Siamo stati ricevuti dal consigliere politico del Premier e siamo riusciti ad ottenere il congelamento dell’iter per l’autorizzazione alla realizzazione della centrale di compressione, dopo il provvedimento del 22 dicembre scorso. Incontreremo a breve il Premier Gentiloni insieme ai delegati del Mise. 

Quando ho riconsegnato la fascia mi hanno invitata a ritirare le dimissioni, ma proseguo sulla strada intrapresa continuando la battaglia.

Abbiamo consegnato il documento sottoscritto da tutti i sindaci del territorio chiedendo la revoca dell’atto e l’ipotesi di una sede alternativa alla centrale di compressione Snam e un percorso alternativo al metanodotto. Ringrazio tutti i sindaci, gli amministratori, i rappresentanti regionali e tutti coloro che stanno sostenendo questa battaglia insieme a noi.

A Palazzo Chigi poco prima di mezzogiorno era entrata una rappresentanza di amministratori, composta da Mazzocca, Casini, dal sindaco di Pratola Peligna Di Nino e da quello di Goriano Sicoli Marganelli.

Il documento congiunto è stato sottoscritto da tutti i sindaci presenti e a nome di tutti i comuni del territorio, con cui si ribadisce con forza la contrarietà alla realizzazione della centrale di compressione e del Metanodotto, chiedendo di revocare l’atto del 22 dicembre e di valutare ipotesi di individuare sede alternativa alla centrale di compressione e un percorso alternativo al metanodotto

(in aggiornamento)

La Regione ricorrerà al Tar Lazio contro la delibera del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al progetto della centrale di compressione della Snam a Sulmona.

A sostenere la battaglia di Sulmona e della Valle Peligna, alla quale con il passare dei giorni si stanno aggiungendo moltissimi altri territori della provincia dell’Aquila, è la Regione Abruzzo che con le dichiarazioni di ieri del Governatore D’Alfonso, continua a sostenere che si tratta di un’opera “inutile e dannosa”.

Contemporaneamente, la Regione “continuerà a lavorare con Palazzo Chigi per arrivare a una nuova e diversa valutazione di un’opera inutile e dannosa” ha ribadito D’Alfonso, aggiungendo che forse già prima della fine dell’anno incontrerà il premier Paolo Gentiloni per discutere della vicenda.

“Anche in caso di scioglimento delle Camere – ha spiegato il presidente – il Governo continuerà a lavorare e siamo pronti ad andare fino in fondo, così come è accaduto per Ombrina. Dalla nostra, infatti, abbiamo argomenti rilevanti e resistenti a qualunque controdeduzione, a partire dalla inutilizzabilità di gran parte del suolo su cui andrebbero a insistere sia la centrale, sia il metanodotto“.

Un tracciato alternativo? “Non è tardi per considerarlo” sottolinea la senatrice Pezzopane, che tira in ballo la nuova legge sugli usi civici approvata di recente dal Senato e presentata con esperti a L’Aquila giorni fa, che chiarisce che l’uso civico è inalienabile ed indisponibile. “Visto l’elevato rischio sismico della Valle Peligna confermato anche dalla Commissione Grandi Rischi, ci sono tutti i presupposti per vincere il ricorso al Tar che la Regione Abruzzo ha annunciato”

D’Alfonso in un passaggio del suo intervento odierno ha sottolineato come alla determinazione del Consiglio dei Ministri, si sia arrivati proprio a causa dei ripetuti dinieghi arrivati dalla Regione nel corso del tempo.

“Di qui – ha proseguito – l’intervento del potere sostitutivo del Governo, contro cui proseguiremo la nostra azione di contrasto. Anche perché lo Stato non può investire ingenti risorse per tutelare il patrimonio artistico di Sulmona (il riferimento è al progetto da 12 milioni di euro per la Badia Celestiniana) e contemporaneamente sostenere un progetto che ne devasta il territorio”.

Anche da Navelli stop al metanodotto Snam

A far sentire la propria contrarietà anche i sindaci dell’Altopiano di Navelli, territorio interessato dal passaggio del metanodotto. “Proprio a Navelli, il metanodotto, metterebbe una pietra tombale su qualsiasi ipotesi di sviluppo urbanistico, dato che il suo passaggio affiancherebbe il centro abitato.
Il tutto senza contare il rischio sismico, i pericoli per le eventuali rotture e il danno all’ambiente” dice il sindaco Paolo Federico.

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