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Emigrazione: non sempre fu sogno americano

La storia di Onorato “Henry” Cicci, originario di Santo Stefano di Sessanio: emigrato con la famiglia negli Stati Uniti per lavorare in una miniera di carbone, morì in Guerra a 25 anni.

Per lui non ci fu sogno americano.

di Geremia Mancini

Onorato “Henry” Cicci nacque a Santo Stefano di Sessanio il 27 aprile 1893 da Domenico Cicci e Maria Lucia Tatone (nata intorno al 1874).

Il padre, Domenico,  decise di emigrare per gli Stati Uniti alla ricerca del “sogno americano” nei primissimi anni del ‘900. Nel 1905 la moglie, Maria Lucia, con i due figli Onorato ed Achille decise di raggiungere il marito in America.

La piccola famigliola giunse ad “Ellis Island” a bordo della nave “Residence”. Andarono a vivere nella piccola città di Yukon in Pennsylvania, dove il padre lavorava come minatore per la “Whyle Coal Company”.

Anche ad Onorato, ora “Henry”, toccò scendere, appena sedicenne, nei cunicoli della stessa miniera.

Il lavoro era duro ma i guadagni bastanti per migliorare le condizioni socio-economiche dei Cicci. A cambiare il tutto, in peggio, arrivò purtroppo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

A Onorato “Henry” giunse la “chiamata alle armi”. Fu assegnato al 319° Fanteria, compagnia M, 80° divisione. Piastrina identificativa n. 2663116. Fu inizialmente mandato, per l’addestramento, a “Camp Upton” nello Stato di New York e successivamente a “Camp Shelby” in Mississipi.

Successivamente partì con il suo 319° per la Francia in zona di guerra. Il 319° combatté le battaglie di Meuse-Argonne, Lorraine e Picardy.

Il 6 ottobre del 1918, in coraggiosa azione volontaria, Onorato “Henry” cadde sotto il fuoco nemico. Gli venne assegnata la “Purple Heart” la decorazione che il Presidente degli Stati Uniti assegna ai caduti eroicamente in battaglia.

Geremia Mancini – Presidente onorario “ambasciatori della fame”

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