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Ricorso al Tar contro il Metanodotto

La Regione ricorrerà al Tar Lazio contro la delibera del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al progetto della centrale di compressione della Snam a Sulmona.

A sostenere la battaglia di Sulmona e della Valle Peligna, alla quale con il passare dei giorni si stanno aggiungendo moltissimi altri territori della provincia dell’Aquila, è la Regione Abruzzo che oggi, con le dichiarazioni del Governatore D’Alfonso, continua a sostenere che si tratta di un’opera “inutile e dannosa”.

Contemporaneamente, la Regione “continuerà a lavorare con Palazzo Chigi per arrivare a una nuova e diversa valutazione di un’opera inutile e dannosa” ha ribadito D’Alfonso, aggiungendo che forse già prima della fine dell’anno incontrerà il premier Paolo Gentiloni per discutere della vicenda.

“Anche in caso di scioglimento delle Camere – ha spiegato il presidente – il Governo continuerà a lavorare e siamo pronti ad andare fino in fondo, così come è accaduto per Ombrina. Dalla nostra, infatti, abbiamo argomenti rilevanti e resistenti a qualunque controdeduzione, a partire dalla inutilizzabilità di gran parte del suolo su cui andrebbero a insistere sia la centrale, sia il metanodotto“.

Un tracciato alternativo? “Non è tardi per considerarlo” sottolinea la senatrice Pezzopane, che tira in ballo la nuova legge sugli usi civici approvata di recente dal Senato e presentata con esperti a L’Aquila giorni fa, che chiarisce che l’uso civico è inalienabile ed indisponibile. “Visto l’elevato rischio sismico della Valle Peligna confermato anche dalla Commissione Grandi Rischi, ci sono tutti i presupposti per vincere il ricorso al Tar che la Regione Abruzzo ha annunciato”

D’Alfonso in un passaggio del suo intervento odierno ha sottolineato come alla determinazione del Consiglio dei Ministri, si sia arrivati proprio a causa dei ripetuti dinieghi arrivati dalla Regione nel corso del tempo.

“Di qui – ha proseguito – l’intervento del potere sostitutivo del Governo, contro cui proseguiremo la nostra azione di contrasto. Anche perché lo Stato non può investire ingenti risorse per tutelare il patrimonio artistico di Sulmona (il riferimento è al progetto da 12 milioni di euro per la Badia Celestiniana) e contemporaneamente sostenere un progetto che ne devasta il territorio”.

Anche da Navelli stop al metanodotto Snam

A far sentire la propria contrarietà anche i sindaci dell’Altopiano di Navelli, territorio interessato dal passaggio del metanodotto. “Proprio a Navelli, il metanodotto, metterebbe una pietra tombale su qualsiasi ipotesi di sviluppo urbanistico, dato che il suo passaggio affiancherebbe il centro abitato.
Il tutto senza contare il rischio sismico, i pericoli per le eventuali rotture e il danno all’ambiente” dice il sindaco Paolo Federico.

22 i sindaci dei Comuni peligni che si sono schierati con Annamaria Casini, il sindaco di Sulmona che ha rassegnato le sue dimissioni in segno di protesta: domani consegnerà la fascia tricolore nelle mani del premier Gentiloni.

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