IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio, Pierluigi Biondi, Luigi D'Eramo

Inaugurazione ‘Grotte palentine e via del latte’

Al via il progetto ‘Le grotte Palentine e la via del latte’ che verrà inaugurato sabato 30 dicembre, appuntamento in piazza F.Baracca a Cese.

Il versante palentino della catena D’aria – Cimarani – San Felice è caratterizzato dalla presenza di numerose piccole grotte di diversa conformazione. Queste grotte nel passato avevano diversi utilizzi: alcune di queste venivano utilizzate come riparo dai pastori, altre erano utilizzate come rifugio e nascondiglio da parte di partigiani, altre invece erano di riparo per abitanti locali ricercati dai militari tedeschi e prigionieri alleati fuggiti dalle carceri o dai campi di concentramento abruzzesi. Successivamente le grotte divennero luogo di gioco per i ragazzi di Cese, soprattutto negli anni 60 e 70, fino poi ad essere completamente abbandonate.
Ad inizio 2016 i ragazzi dell’Associazione Giovanile Mapuche di Cese,  in una prospettiva di valorizzazione del patrimonio ambientale e storico del territorio palentino e marsicano, decidono finalmente di ridare luce alle grotte e cominciano ad elaborare bozze per creare un progetto denominato “Le grotte Palentine e la via del latte” da sottoporre alla valutazione della Fondazione Carispaq che, ad agosto 2016 ritenendolo meritevole di sovvenzione, decide di finanziarlo parzialmente.
Da quel momento il lavoro è stato lungo e duro: si è realizzata una mappatura dei sentieri e delle grotte montane; è stata svolta una pulizia conservativa delle 6  grotte presenti sul percorso e riapertura dei sentieri storici; è avvenuta l‘installazione della segnaletica montana, con pannelli illustrativi e riferimenti storico-ambientali ed è stato realizzato da zero un nuovo sentiero, da integrare con i vecchi, in maniera da creare un percorso ad hoc per visitare le grotte.
Ora finalmente il progetto “le grotte Palentine e la via del latte” può partire e per la piccola associazione di Cese è un piacere invitarvi all’inaugurazione che avverrà sabato 30 dicembre. Questo il programma della mattinata:
9.15 Raduno in piazza F.Baracca a Cese
9.30 Partenza dell’escursione inaugurale lungo il percorso delle grotte
12.30 Rientro in piazza U.Maddalena a Cese e aperitivo offerto dall’associazione ai partecipanti
Le sei grotte riaperte all’interno del presente progetto sono qui denominate come segue.

A. Grotta del pastore
È situata a ridosso della Via di Santa Barbara, subito dopo l’uscita dalla macchia conosciuta come “cesétte de Rafaeluccio”, ad un livello di 810 m.s.l.m. Era spesso usata come rifugio dai pastori in transito verso le spianate tra monte Cimarani e monte San Felice.

B. Grotta delle sesélle
È situata in corrispondenza della zona dei “Vignali”, in direzione di Cappelle, ad un livello di 760 m.s.l.m. È apparentemente la grotta di dimensioni maggiori; secondo voci popolari, avrebbe un lungo collegamento sotterraneo, ad oggi inesplorato.

C. Grotta delle ravi
È situata nella zona delle “Ravi”, tra Cese e Cappelle, ad un livello di 760 m.s.l.m. È vicina alla falesia di roccia ed al cosiddetto “ótro”, l’incavo in cui si dice siano stati gettati armi e materiali dei Tedeschi dopo l’occupazione del paese.

D. Grotta di Santo Rocco
È situata ad un livello di 840 m.s.l.m. lungo il sentiero che si stacca dalla “via del latte” per condurre verso la zona del rimboschimento sul monte Salviano. Trattandosi di una piccolissima grotta situata in un luogo piuttosto nascosto, era forse la più adatta all’occultamento di singoli prigionieri e fuggiaschi nel periodo della seconda guerra mondiale.

E. Grotta del tasso
È situata a ridosso del sentiero pedemontano tra la zona “dejj’Arborito” e l’acquedotto di Cese, ad un livello di 740 m.s.l.m. Era plausibilmente utilizzata per l’occultamento di materiali e beni trafugati durante l’occupazione tedesca del paese.

F. Grotta dell’istrice
È situata all’inizio del sentiero pedemontano, in corrispondenza del complesso della Pro Loco, ad un livello di 750 m.s.l.m. Nel secondo dopoguerra era, come altre, luogo di gioco e ritrovo dei ragazzi.

GPeVdL_30dic

 

X