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Campo Felice, investimenti e nuovi mercati

15 impianti di risalita, 40 km di piste, di cui 30 con innevamento artificiale… non contando l’abbondante neve caduta in questi giorni.

campo felice

Grandi numeri per Campo Felice, la stazione sciistica gestita da 15 anni dalla famiglia Lallini e che quest’anno punta e, ulteriormente, rilancia.

Da una nuova seggiovia all’adeguamento dei rifugi, dal miglioramento della viabilità e del parcheggio – che rimane sempre gratuito – a due nuove piste, con l’adeguamento di altre: la stagione 2017 -2018 a Campo Felice ha tutte le premesse per essere vincente, soprattutto perché dietro – racconta a Il Capoluogo Luca Lallini, amministratore della Campo Felice Srl“c’è tanto impegno, programmazione: ma soprattutto perché noi ci crediamo”.

Partiamo dal primo investimento, quello più importante a livello economico ma anche più innovativo: una seggiovia quadriposto, realizzata dalla Leitner e costata oltre 2 milioni di euro, finanziata con fondi esclusivamente privati.

“Parliamo di una seggiovia a quattro posti che è andata a sostituire la vecchia biposto. Più lunga di 150 metri, è pensata particolarmente per i più piccoli: la barra di chiusura si appoggia direttamente sulle gambe e si apre in automatico alla stazione di monte. Questo rende impossibile lo scivolamento in quota degli sciatori più giovani, garantendo massima sicurezza”

Una scommessa vinta anche per la Leitner, visto che si tratta del primo impianto del genere costruito in Italia dall’azienda leader nel settore

“La biposto aveva 46 anni: avremmo potuto migliorarla, sistemarla ma abbiamo puntato sul rinnovo totale anche per creare nuovi percorsi e così decongestionare la seggiovia Campo Felice”.

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Le altre novità per la stagione 2017 – 2018

Sono state realizzate due nuove piste: la “Quota destra” per permettere l’ingresso nell’anfiteatro delle Cerchiare, e la “Quota sinistra” per permettere l’ingresso nella pista della Volpe ed il collegamento diretto con la seggiovia del Nibbio.

A queste, si aggiunge anche l‘adeguamento di alcune piste : il Leone basso e la skiweg di collegamento tra pista del Leone e Volpe.

E ancora: migliorata l’illuminazione della pista di allenamento sciovia Pista Dick, l’ampliamento di due rifugi: “Tutto nell’ottica di dare servizi migliori” sottolinea Lallini.

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La stagione e i nuovi clienti: tanti gli stranieri

“La stagione è iniziata regolarmente il 7 dicembre: di neve non ce n’era molta ma abbiamo potuto aprire le prime cinque piste grazie al nostro innevamento automatico. Poi da metà mese, con la neve e le basse temperature, gradualmente abbiamo aperto le altre: per le festività di Natale avremo l’80, 90% degli impianti aperti, affiancando la neve naturale a quella artificiale“.

Eccola, una delle difficoltà, legata alle infrastrutture:

“Abbiamo l’acqua necessaria per mettere in funzione i cannoni, ma ovviamente non in quantitativi enormi. A quel punto, preferiamo che le piste siano in condizioni perfette: altrimenti non le apriamo”.

Una novità, importante, viene anche da chi arriva a Campo Felice per sciare: la regione Lazio la fa ancora da padrona, ma quest’anno “ci siamo impegnati per cercare turisti che vengano non da dietro l’angolo“.

“Abbiamo registrato un grande ritorno a sciare nel nostro comprensorio. Gli alberghi dell’Altopiano sono tutti prenotati da 25 dicembre al 7 gennaio: tutti pieni, comprese le case e i bed & breakfast.

E non sono i soliti turisti: abbiamo investito per farci conoscere nel Perugino – dove abbiamo aperto anche un punto vendita – nelle Marche, ad Ancona, prevedendo agevolazioni per le popolazioni che hanno subito il terremoto in quei territori. Abbiamo una forte richiesta da fuori regione: moltissimi vengono dalla Puglia ma il dato nuovo è dato dagli stranieri, soprattutto coloro che abitano nel vicino Lazio. Gli italiani sono un po’ pigroni” scherza Luca Lallini “così non sono gli stranieri: ci sono molte persone di nazionalità romena, filippina, cinese sulle nostre piste. Ci sono nuovi mercati: guardiamo avanti e in alto”.

Uno sguardo a Campo Imperatore, la cui stagione ancora non inizia:

“Ci sono agevolazioni per chi alloggia nelle strutture di Fonte Cerreto, così come sono previste per i maestri di sci di Campo Imperatore che sono sempre accolti a braccia aperte da noi”

 

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Investimenti ma solo privati: l’appello alle Istituzioni

“E’ il quindicesimo anno che la famiglia Lallini si occupa di Campo Felice: noi non siamo abruzzesi ma crediamo in questa bellissima regione e, contro ogni logica e ogni crisi, abbiamo avuto il coraggio di continuare ad investire su questo territorio.

Ci crediamo: speriamo però che questa buona volontà e voglia di fare in un momento di crisi siano premiate e pagate anche dalle Istituzioni, come la Provincia e la Regione.

Noi imprenditori privati non veniamo assolutamente presi in considerazione dagli enti pubblici: eppure siamo gli unici che stanno dando una mano al territorio”

riflette Lallini.

Tanti potrebbero essere i modi per aiutare gli imprenditori privati sul territorio: dai finanziamenti alle agevolazioni fiscali ad uno snellimento della macchina burocratica.

“E non dimentichiamo la pubblicità: basta parlare dell’Abruzzo solo quando succedono le tragedie. Parliamone anche in positivo. Ci sono posti splendidi, una cultura enorme e profonda. Però ci serve aiuto dagli Enti pubblici perché non si fa nulla per fare in modo che il nostro turismo sia più competitivo di quello di altre parti d’Italia. Agevolazione significa ricostruire un tessuto commerciale, creare benessere, posti di lavoro: se non agevoli il tessuto commerciale il territorio non si riprenderà mai.”

A Campo Felice abbiamo un potenziale di 23000 persone all’ora: ma abbiamo le infrastrutture adatte per poterle accogliere? I noleggi? I bar? Le strutture alberghiere? I cinema? No. Un esempio per tutti: si fanno i bandi per l’apertura di nuove attività ma ci sono lacci e lacciuoli troppo stretti che impediscono a molti di accedervi. I comuni dell’altopiano delle Rocche sono imbavagliati, non riescono a muoversi: a Rocca di Cambio stanno chiudendo i negozi, alcune strutture ricettive. I costi sono alti, a 1400 metri s.l.m. si spende moltissimo per riscaldarsi, tutto costa più caro e gli imprenditori privati, lasciati da soli, prima o poi cedono. Se non si agevolano le popolazioni a certe quote, i paesi si spopoleranno. Al nord magari non daranno fondi: ma agevolazioni fiscali sul personale, sull’IVA, su investimenti“.

“Ben venga l’aiuto al pubblico – chiosa Lallini – ma chi li aiuta i privati? Il pubblico deve essere partner, non concorrente. Noi ci crediamo, sennò non avremmo speso tutti questi fondi: in 15 anni abbiamo fatto non meno di 35 milioni di investimenti, pagati con soldi propri e mutui.

Ma sono sicuro che non cadranno nel vuoto le mie parole: sarebbe un errore incredibile

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