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Rocca di Mezzo, parla Di Ciccio

Dopo la sentenza clamorosa del Tar che ha stabilito che a Rocca di Mezzo si riandrà alle urne, parla Mauro Di Ciccio, il candidato proclamato sindaco nel giugno scorso

“La Sentenza del Tar ha preso in considerazione errori, omissioni ed incongruenze nella compilazione del verbale riassuntivo delle operazioni elettorali del seggio n°1. Tali incongruenze sono riferibili esclusivamente a “disattenzioni” del Presidente di seggio e si riferiscono ad attività di compilazione, registrazione e calcolo e non alla legittimità delle operazioni di voto, peraltro, mai messe in discussione” precisa Di Ciccio.

“Al riguardo si rileva che non risulta contestata nel merito alcuna scheda elettorale”

Prosegue la nota di Di Ciccio

“Il Presidente, dice la Sentenza, ha trascritto in modo erroneo e incongruo i dati riferiti al numero dei votanti, delle schede consegnate dalla Prefettura e delle schede complessivamente autenticate. In particolare si è constatata la non corrispondenza tra le schede scrutinate e quelle autenticate, dalla quale il Tar ha dedotto la illegittimità del voto.

Non c’è stato alcun riconteggio delle schede attribuite a me ed al candidato – ricorrente Emilio Nusca: rimane inalterata, quindi, la scelta di voto espressa legittimamente dagli elettori di Rocca di Mezzo.

Rilevo infine sommessamente e ad ogni buon conto il dato oggettivo ed indiscutibile che il Presidente del Seggio n°1 è il cugino di primo grado del ricorrente.

Specifico ho già dato mandato ai miei legali di inoltrare immediatamente il ricorso presso il Consiglio di Stato per la riforma della Sentenza citata.

Rilevo con rammarico che la situazione che si è venuta a creare comporterà inevitabilmente il blocco della attività amministrativa con grave danno per i cittadini di Rocca Di Mezzo”

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