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22 dicembre, sciopero del commercio

I lavoratori del Commercio (GDO) della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa oggi incrociano le braccia, nel pieno della corsa ai regali e dell’assalto dei centri commerciali al quale si assiste in questi giorni.

Uno sciopero affinché si definisca un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore e non si continui ad applicare un regolamento associativo del Terziario scaduto nel 2013.

Ad essere interessati, i lavoratori delle grandi catene distributive locali e nazionali Magazzini Gabrielli, Auchan, Metro, Finiper, Obi che, unitamente a quelli del mondo COOP (IPERCOOP), sono in attesa da quattro anni  del contratto nazionale di lavoro vivendo una situazione di grave disagio e precarietà.

Sono 5000 in tutto Abruzzo: i lavoratori si asterranno dal lavoro in tutti i centri commerciali presenti e nei supermercati a marchio Coop e di tutti gli altri caratterizzati dalle grandi insegne nazionali per l’intera giornata lavorativa.

Presidio regionale in prossimità del centro commerciale Ipercoop di San Giovanni Teatino dalle 10 alle 12: la mobilitazione è organizzata da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS ABRUZZO

Coop: uno sciopero immotivato e irresponsabile

“Uno sciopero immotivato e irresponsabile a fronte di una disponibilità che è stata più volte ribadita a chiudere la trattativa sulla base di una proposta chiara e comunque distintiva”.

Così Coop commenta la notizia dello sciopero che coinvolgerà anche l’Abruzzo.

“Primaria missione della cooperazione di consumatori – si legge in una nota di Coop Alleanza 3.0 – è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione. Ed è è sulla base di questi presupposti che Coop si è seduta in più occasioni al tavolo della trattativa dichiarando fin dall’inizio la disponibilità a garantire a conclusione del contratto l’incremento retributivo di 85 euro mensili, proponendo di mantenere le norme sociali più avanzate rispetto ai diretti competitor in materia di trattamento economico di malattia e infortunio (conservando il posto di lavoro fino a completa guarigione clinica) e puntando a un rafforzamento del welfare sanitario a totale carico delle cooperative recuperando le risorse necessarie dalla normativa di contrasto all’assenteismo. Normativa è bene ricordare che in tema di trattativa i sindacati hanno concesso da anni alle altre sigle della grande distribuzione organizzata.

Malgrado la chiarezza della proposta, si registra una fase di stallo aggravata ancora di più dallo sciopero preannunciato. Anche in questa particolare circostanza le cooperative confermano ancora una volta la volontà di rinnovare un contratto scaduto da 4 anni non arretrando ma viceversa salvaguardando la propria distintività sociale.”

Solidarietà dall’Assessore Sclocco

La barbara liberalizzazione delle aperture dei negozi non produce più occupazione – ha spiegato l’Assessore regionale Sclocco – e non incrementa i consumi, anzi sta producendo lavoro “incivile” e lavoratori sfruttati ed esausti. Sostenere i lavoratori – ha spiegato l’Assessore di Liberi e Uguali – significa difendere il lavoro e la sua dignità. Non ci scordiamo che l’articolo 4 della Costituzione non solo riconosce il diritto al lavoro, ma gli dà un’attribuzione precisa descrivendolo come un’attività o una funzione che concorre al progresso materiale o spirituale della società. E come può il lavoro concorrere al progresso della società, se i suoi ritmi stanno distruggendo il tessuto sociale?

Il lavoro non può essere un luogo di minacce in Italia, come nel mondo.  E lottare per i diritti – conclude l’assessore di Liberi e Uguali – non è solo un fine, ma un dovere morale che abbiamo per mantenere sana la nostra società e le nostre comunità, tenendole lontano da ogni forma di sfruttamento ed ingiustizia”.

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