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Cementificio Cagnano, assenze che pesano

Assenze che pesano quelle riscontrate nella riunione che si è tenuta venerdì 15 dicembre in Regione in merito al cementificio di Cagnano Amiterno.

«A detto incontro, finalizzato a valutare la possibilità di stipulare un protocollo, avrebbero dovuto partecipare, oltre ai sindaci del comune di Cagnano Amiterno e dei comuni limitrofi e al comitato Aterno Aria, la proprietà – Cementir Sacci – e l’Università degli Studi di L‘Aquila» fa sapere il comitato AternoAria che si occupa da tempo della questione.

«Invece, come accaduto già due volte, la proprietà e l’università, parti dell’accordo su indicato, non erano presenti all’incontro.

Tale situazione ci fa pensare che la politica locale si stia sostituendo alla proprietà e che si stia, quindi, verificando un pericoloso scambio di ruoli».

La dottoressa Maria Fioravanti, portavoce del comitato, proprio dalle pagine del Capoluogo aveva lanciato l’allarme per la estrema pericolosità del sito: 

Aumento della mortalità del 20% e dell’insorgere di tumori al colon e ai polmoni fino al 400%: questi alcuni dei dati estrapolati dall’ARTA Piemonte su su zone interessate dalla combustione di Css e citati dalla stessa dottoressa Fioravanti.

Il Comune aveva risposto con una posizione opposta, espressa dal sindaco di Cagnano Amiterno Iside Di Martino che aveva assicurato che Arta aveva “asseverato che il potenziale inquinante del Css non solo è sotto i limiti di legge, ma inferiore a quello del petcoke [il combustibile utilizzato attualmente dal cementificio]”. Lo stesso sindaco aveva reso noto che era già in corso una trattativa con la Regione per la redazione di un protocollo di sicurezza aggiuntivo, oltre a quelli disposti dalla legge. 

Le due posizioni avrebbero dovuto confluire proprio nell’incontro del 15 dicembre in Regione per arrivare a un accordo e redigere il suddetto protocollo di sicurezza.

 

«Per quanto riguarda la bozza di protocollo che il Sindaco di Cagnano ha portato alla nostra attenzione ci sembra un contenitore privo di contenuto. Abbiamo riscontrato una lunga serie di promesse ma nessun programma concreto, nessun cronoprogramma, nessuna scadenza, nessuna azione certa.

Inoltre non è stata prevista la possibilità per il comitato, la popolazione e i sindaci dei comuni circostanti di partecipare a qualsiasi tipo di scelta in merito al controllo delle emissioni e quindi alla tutela dell’ambiente e della salute.

Ci sembra, poi, che gli strumenti davvero utili ad assicurare una reale tutela della salute e dell’ambiente non siano stati previsti ed inseriti nel protocollo.

Ci riferiamo in particolar modo alla VIA – Valutazione di Impatto Ambientale che, negli ultimi giorni, è stata anche inserita nel Piano Rifiuti che verrà approvato entro il 31.12.2017 come strumento necessario per autorizzare gli impianti a bruciare CSS in futuro.

Infatti, con un emendamento presentato dal Consigliere Regionale Gianluca Ranieri ed approvato all’unanimità dalla Commissione Rifiuti, è stato stabilito quanto segue:
“…
Attività di gestione rifiuti – riferite alle Operazioni di Recupero di cui all’allegato C della parte IV del D.Lgs. 152/2006 che siano comprese in aree destinate dagli strumenti urbanistici comunali ad attività produttiva, limitatamente ad attività di recupero rifiuti che non costituiscano “l’attività prevalente” o esclusiva effettuata presso l’insediamento produttivo.

A titolo esemplificativo l’utilizzo di CSS nei cementifici o altri impianti industriali non è assoggettato alla verifica dei criteri localizzativi.

Tale deroga è operativa solo a seguito dell’approvazione da parte del Comitato di Coordinamento Regionale – Valutazione di Impatto Ambientale, di apposito parere, basato su di un numero adeguato di pubblicazioni scientifiche pubblicato su riviste “pier –reviewed” che accerti il miglioramento per i contaminanti delle performance emissive degli impianti sia sul piano quantitativo che qualitativo, a parità di prodotto.

La proposta di parere, comprensivo di apposita elencazione delle suddette referenze scientifiche, sarà pubblicata per 30 giorni consecutivi su sito istituzionale della Regione Abruzzo per adempiere ad obblighi di pubblicità e per la raccolta di osservazioni prima dell’esame finale da parte del CCR –VIA”.

Dunque, come si evince dal suddetto emendamento, tutti gli impianti che, come il Cementificio di Cagnano Amiterno, svolgeranno l’attività – non prevalente – di recupero rifiuti (CSS), saranno assoggettate al preventivo parere del Comitato di Coordinamento Regionale Valutazione di Impatto Ambientale.

Riteniamo che tale procedura, a tutela della salute pubblica e del territorio nonché nell’ottica di una azione amministrativa orientata al buon senso, debba essere effettuata anche per il Cementificio di Cagnano Amiterno.

È poi doveroso ribadire il nostro punto di vista in merito alla posizione dei lavoratori – operai ed autotrasportatori.

Non è mai stata nostra intenzione, né mai lo sarà, quella di arrivare alla chiusura del cementificio.

Vogliamo, al contrario, difendere in ogni modo la realtà produttiva presente sul nostro territorio e la salute dei lavoratori stessi, primi ad essere esposti alle gravi conseguenze di questo materiale nocivo, ma non possiamo barattare in alcun modo la nostra salute e quella di tutta la popolazione della Valle dell’Alto Aterno.

Sul punto ricordiamo che questo fantomatico ricatto occupazionale che ci viene di continuo riproposto non è mai stato paventato dalla proprietà ma sempre e solo dai politici locali e dai fautori dei CSS, i quali hanno a disposizione ben pochi argomenti ma continuano a ripeterli come se ciò ne aumentasse la validità».

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