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Suicidio in carcere a Terni, la risposta del sindacato Osapp

Il sindacato di polizia penitenziaria Osapp interviene sulla vicenda della morte di un detenuto presso la Casa Circondariale di Terni, di cui ieri Il Capoluogo vi aveva dato notizia.

In una lettera alla nostra redazione – che vi riportiamo – Giuseppe Proietti Consalvi, vice segretario generale di Osapp, esprime i suoi dubbi soprattutto rispetto in relazione  a quanto espresso da Giulio Petrilli del “Comitato per il diritto al risarcimento da ingiusta detenzione a tutti gli assolti”.

La risposta di Osapp

Ho avuto modo di leggere un articolo senza firma, quindi riconducibile al direttore responsabile del sito, pubblicato on line in data odierna, che riporta fedelmente le dichiarazioni del Signor Giulio Petrilli dell’Associazione ‘comitato per il diritto al risarcimento da ingiusta detenzione a tutti gli assolti’.

In questo articolo il Signor Petrilli, si esprime in merito al suicidio di un detenuto ristretto presso la Casa Circondariale di Terni, intendendo accusare gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria di aver ‘suicidato’ il povero detenuto, in forza di una presunta esperienza personale (ricordiamo che il Signor Petrilli è stato detenuto per 6 anni come da lui stesso dichiarato) presso il carcere di Bellizzi Irpino, dove a suo dire fu picchiato selvaggiamente da Agenti di Polizia Penitenziaria, tanto da denunciare l’episodio al Magistrato di Sorveglianza.

In primo luogo, il signor Petrilli, dovrebbe sapere che, abusi di autorità, maltrattamenti o qualsiasi tipo di reato, non vanno denunciati al Magistrato di Sorveglianza (al quale possono essere inviati eventuali reclami) ma all’Autorità Giudiziaria, ovvero alla Procura della Repubblica.

Probabilmente questo ex detenuto, mente sapendo di mentire (magari ci fornisse prove di ciò da lui dichiarato), e fa finta di non sapere che, il Corpo di Polizia Penitenziaria, è composto da Donne e Uomini onesti, corretti e spesso come accade nella quotidianità della vita ‘carceraria’, i pochi realmente vicini ai problemi e alle necessità dei detenuti.

Probabilmente l’ex detenuto, non sa il numero elevato di suicidi sventati dal personale di Polizia Penitenziaria, e non sa che, l’aggressione subita da un Agente dal detenuto morto, è stata classificata come notizia di reato alla locale Procura della Repubblica, non sa che, il personale operante in quel momento, ha tentato di salvare il detenuto, con i primi soccorsi e successivamente trasportandolo presso il locale Ospedale, non sa, ma non è questo il caso, che, la legge, disciplina l’uso della forza fisica e che, eventuali abusi, sono puntualmente denunciati dagli stessi appartenenti al Corpo.

Esprimendo vivo dolore per la morte del detenuto e rammarico per esser riusciti a salvare la vita dello stesso, ci riserviamo di adire le vie legali per diffamazione a mezzo stampa contro il Signor Petrilli, e, allo stesso tempo, in rispetto di quanto previsto dalla legge, si chiede a codesta Redazione la pubblicazione del presente comunicato.

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