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Variante Cermone, il no arriva ai Beni Culturali

La Sezione dell’Aquila “Carlo Tobia” di Italia Nostra ha inviato una nota ben documentata al ministro Franceschini e agli organi centrali del Ministero per i Beni Culturali, nonché alla Soprintendenza, alla Regione Abruzzo e al Comune dell’Aquila per sollecitare uno stop alla realizzazione della variante della S.S. 80 progettata dall’ANAS in zona Amiternum-Cermone, di cui è stato appena pubblicato il bando in Gazzetta Ufficiale.

La Sezione già da tre anni fa, dal dicembre 2014, ha condotto una pacata e argomentata opposizione.

Nonostante vi sia stata anche un’interrogazione parlamentare dell’on. Gianni Melilla, vista la risposta rassicurante della Sottosegretaria Borletti Buitoni nessuno degli Enti coinvolti è intervenuto a riconsiderare la progettata strada per i suoi pesanti effetti.

Effetti deleteri sia sull’area archeologica, visto che passerebbe a soli quaranta metri a nord del Teatro romano, e sia sul paesaggio agrario, stante il mancato rispetto delle elevate tutele previste dal “Piano paesistico regionale” e dalle norme sul demanio di uso civico.

Eppure nel frattempo il principio del contenimento del consumo di suolo, è divenuto uno degli elementi programmatici sia della Regione Abruzzo (L.R. 28 aprile 2014, n. 24) e sia del Comune dell’Aquila (“Documento Preliminare del Nuovo Piano Regolatore Generale”, approvato con Delibera di C.C. del 26-11-2015, n. 118).

Infine si è anche dimostrata di fatto la non indispensabilità della nuova strada, visto il lungo tempo trascorso dal momento della sua ideazione e inserimento nel Piano di emergenza della Mobilità post terremoto nel Comune dell’Aquila nel settembre 2009.

Italia Nostra, con questo ulteriore appello:

  • invita il MiBACT, nelle sue strutture centrali e periferiche, a rispettare le indicazioni dei vincoli sospendendo, ovvero revocando, le autorizzazioni date.
  • invita altresì il Comune dell’Aquila ad assumere tutte quelle iniziative al fine di salvaguardare una parte tanto importante del suo territorio e ad annullare, anche in autotutela, l’autorizzazione data alla realizzazione della strada in quanto illegittima perché una parte di essa occupa terreni di uso civico.
  • invita infine la Regione Abruzzo ad annullare le autorizzazioni date, illegittime, in considerazione del fatto che, nonostante il contesto paesaggistico, archeologico e naturalistico, non è stata eseguita la Valutazione di Impatto Ambientale e che, in ogni caso, l’opera non può essere realizzata in zona A1, Ambito fiume Aterno, del Piano regionale paesaggistico.

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