IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Campomizzi, dove vanno gli studenti?

Che fine farà la residenza universitaria finora ospitata alla caserma Campomizzi, dopo l’annuncio di ieri che la struttura tornerà ad ospitare, esclusivamente, i militari?

L’accordo tra Comune e Demanio firmato ieri si arricchisce di ora in ora di strascichi polemici e interrogativi, tanto più perché va a modificare assetti importantissima della città, dagli uffici comunali alle scuole, passando per progetti e proposte dei quali si parla da anni, coinvolgendo anche la scorsa amministrazione la quale, a sua volta, rivendica idee e firme.

È il caso dell’ex sindaco Massimo Cialente, che in una nota estremamente dettagliata sottolinea come si tratti del

“l’ennesimo protocollo d’intenti: tra l’altro, si sono dimenticati di convocare la Provincia, l’Ente che dovrebbe ricostruire le scuole superiori nel sito della Caserma Rossi: oramai è così, fuffa per fuffa si governa alla giornata”

Attacca, fra le altre cose, l’Agenzia del Demanio, accusata di “fare la furba” e di riprendersi la Caserma De Amicis già del Comune

caserma de amicis screenshot cialente

A sollevare i più grandi dubbi però è proprio la vicenda legata alla residenza universitaria.

Lo stesso Cialente afferma che, nel corso delle trattative sulle caserme, erano emersi nell’aprile scorso due problemi: il primo legato al fatto che il Ministero si era dichiarato disponibile a lasciare la Caserma Rossi al Comune a patto che venisse pagato il trasferimento dell’officina mezzi alla Campomizzi, per una spesa di circa 10 milioni.

Il secondo riguarda proprio la residenza universitaria della Campomizzi, che la Difesa chiedeva venisse immediatamente liberata dagli alloggi.

L’ADSU si dichiarò indisponibile a seguire questa via e dopo l’accordo di ieri il destino della residenza universitaria più grande d’Abruzzo è ancora più oscuro.

Scrivono tre dei consiglieri ADSU – Geraldine D’Alfonso, Giuseppe Margutti e Angela Valentina Lozzi  –

“Solo a soluzione equivalente alternativa pronta, gestibile dall’Adsu, ben localizzata nel contesto urbano, capace di rispondere anche all’esigenza di una rete di servizi, si può procedere alla “dismissione” delle palazzine della Campomizzi in uso all’Adsu”

Lo avrebbero dichiarato apertamente, proseguono, se solo l’ADSU fosse stata chiamata ad esprimere un parere prima della firma del protocollo. Un protocollo che ha tagliato fuori dunque il gestore delle palazzine oggi ad uso residenza universitaria, con una firma, quella della Regione, definita ‘improvvida’.

Insomma, studenti sfrattati senza una soluzione concreta, se non con la promessa che la Regione lavorerà ad una soluzione.

Fatto sta che la Campomizzi al momento ospita oltre 400 studenti, si trova in una posizione ideale sull’asse Coppito – centro – Roio (i poli principali dell’Ateneo) ed ha l’unica mensa universitaria con apertura serale.

Mancano gli spazi per gli studenti, in una città che fa della vocazione universitaria uno dei punti cardine della propria rinascita: la palma dei maggiori disagi spetta al polo di Roio – del quale Il Capoluogo più volte vi ha parlato, con il caos di Economia dovuto all’assenza di aule e della mensa

“Il tema del diritto agli studi universitari nella Città dell’Aquila è trattato come un tema marginale e secondario, subalterno ad altri temi”

tuonano i tre consiglieri, accusando la Regione di slealtà: che ora sarà chiamata a metterci ben più di una pezza.

(E.F.)

X