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Il limbo dei lavoratori dei Centri per l’Impiego

I lavoratori dei Cpi sono, seppur strutturalmente dipendenti delle Province abruzzesi, “in un “limbo, lasciati allo sbando senza punti di riferimento stabili sia sotto l’aspetto organizzativo che strumentale”.

La denuncia è di Vincenzo Traniello, Segretario CISL FP, che torna ad occuparsi dei tanti dipendenti dei CPI, molti dei quali anche precari .

“La legge di stabilità 2018 prevede il passaggio di queste funzioni dalla province alle regioni, ma ad oggi, i 169 dipendenti a tempo indeterminato e alcune decine di precari dei Centri per l’Impiego delle province abruzzesi sembrano essere figli di un dio minore.
Le Province, per scarsità di risorse, voglio disfarsi di queste funzioni. La Regione, invece, ancora non si attrezza adeguatamente per creare le condizioni minime di una struttura coordinata a livello regionale presente capillarmente sul territorio per dare risposte qualificate e competenti nell’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro”

Necessario dunque

“istituire un tavolo istituzionale tra la Regione le 4 Province, le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese per evitare di rincorrere le problematiche che scaturiranno in futuro dopo l’approvazione della Legge di stabilità.

È strategico, per un rilancio delle politiche attive del lavoro, un approccio che prevede un più ampio ricorso a misure quali l’apprendistato e formazione per l’inserimento lavorativo, che necessitano un rinnovamento dei modelli di regolamentazione ed erogazione, determinando un impatto sull’impianto di organizzazione di servizi per il lavoro.
“Un più ampio ricorso a tale misure potrebbe contribuire a contrastare più efficacemente una delle maggiori problematiche che caratterizzano il mercato del lavoro: il divario tra competenze reali dei lavoratori e competenze richieste dalla domanda di lavoro. Un rilancio delle Politiche attive del lavoro non può prescindere da investimenti corposi sulle risorse umane e strutturali dei Centri per l’Impiego”

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