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Rigopiano, i periti: hotel in area rischio valanghe

L’Hotel Rigopiano era in zona a forte rischio valanga: l’ipotesi emersa a pochi giorni dalla tragedia del gennaio scorso trova conferma nella perizia dei consulenti della Procura di Pescara.

Era necessario evacuare l’hotel Rigopiano due giorni prima della tragedia per salvare vite umane, affermano i periti.

L’evacuazione sarebbe dovuta avvenire

“già dal primo pomeriggio del 16 quando sia i bollettini meteorologici e il relativo avviso di condizioni meteorologiche avverse sia il bollettino valanghe emesso dal Servizio Meteomont avevano confermato lo scenario di precipitazioni nevose intense e di possibile attività valanghiva.
Il bacino valanghivo al termine del quale era ubicato l’hotel dimostra di avere tutte le caratteristiche morfologiche, morfometriche, vegetazionali e nivologiche per poter essere catalogato quale un sito valanghivo”.

L’innesco della valanga fu l’eccessivo carico di neve: un evento grave ma prevedibile. Non c’entrerebbero nulla, dunque, le scosse della mattina con la valanga che travolse l’albergo di Farindola.

“Si può concludere, con una ragionevole certezza, che le scosse sismiche non hanno giocato un ruolo causale diretto per il distacco della valanga, la quale viceversa è stata innescata per carico gravitativo. L’evento del 18 gennaio può essere considerato relativamente eccezionale per la sua entità e magnitudo, ma certamente e oggettivamente prevedibile sulla base di analisi, anche routinarie, in materia di geologia, geomorfologia, nivologia, climatologia e ingegneria della montagna”.

Nel gennaio scorso, il Forum H2O aveva denunciato che l’area che aveva visto l’edificazione dell’hotel era costruita su detriti conoidi di valanghe. Dello stesso parere anche i periti Bernardino Chiaia, Igor Chiambretti e Barbara Frigo:

”L’analisi morfometrica sin qui svolta e la comparazione di diverse riprese aeree fotografiche (che coprono il periodo tra il 1945 e l’attuale) consentono di confermare la presenza di due conoidi miste i cui agenti morfogenetici e deposizionali sono ascrivibili, con sicurezza, ai processi gravitativi di versante (colate detritiche, valanghe, processi eluvio- colluviali e frane di crollo)”.

“Si rileva altresì una assoluta negligenza da parte dei soggetti preposti nel fatto di non aver considerato l’area in oggetto come area valanghivo. Ciò ha comportato l’omissione della messa procedure di protezione e-o di opere di difesa”.

E ancora:

“Il vallone che insiste sulla località di Rigopiano mostra evidenti e numerose tracce di attività valanghiva avvenuta nel corso dell’inverno 1944-1945. Buona parte del bosco risulta rimosso lungo il percorso della valanga e la conoide è pressoché priva di alberi salvo alcune piante isolate.  Sono ben visibili, nelle valli limitrofe, numerose tracce penetranti (corridoi di deforestazione di colore grigio chiaro) causati dallo scorrimento di valanghe nella fascia occupata dalle faggete”.

Questo per quanto riguarda riguarda la posizione dell’hotel: qualora si fosse sgomberato prima, fanno intendere i periti, sarebbe stato possibile mettere in salvo per tempo gli ospiti, visto che la strada sarebbe risultata poi impercorribile per la grande quantità di neve caduta in zona.

Forza Italia: un consiglio regionale straordinario

Il gruppo di Forza Italia chiederà una seduta straordinaria del Consiglio regionale sulla gestione dei soccorsi e della tragedia dell’hotel Rigopiano da parte dei vertici regionali, anche a seguito delle intercettazioni telefoniche emerse negli ultimi giorni.

“Il fallimento della macchina organizzativa della stessa Protezione civile regionale risulta a oggi certificato dagli atti prodotti dalla Procura della Repubblica, e questo ci impone chiarezza e trasparenza, anche in vista della stagione invernale ormai alle porte” dice Lorenzo Sospiri. “Vogliamo capire con quale animo e mezzo ci apprestiamo ad affrontare le prossime eventuali nevicate, cos’è cambiato dal 18 gennaio 2017 a oggi, chi sono oggi i soggetti che dovranno vigilare sulla macchina dei soccorsi e soprattutto vogliamo avere modo di porre i nostri interrogativi al governatore D’Alfonso.”

(E.F.)

 

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