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Qualità della vita, L’Aquila sale al 68′ posto

Un balzo in avanti di 17 posizioni, dall’85’ del 2016 al 68′ del 2017: la qualità della vita a L’Aquila in questi ultimi 12 mesi è migliorata, stando agli studi pubblicati da Italia Oggi.

La classifica annuale sulla Qualità della vita, curata dal dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma per ItaliaOggi, con il supporto di Cattolica Assicurazioni, vede in testa Bolzano e Trento: la città dell’Alto Adige era già stata al primo posto nel 1999 (prima edizione dell’indagine), nel 2001 e nel 2007.

I meriti? Ambiente, lavoro, tempo libero, scuola e finanza, solo per citare alcuni indicatori che hanno reso migliore la vita dei cittadini

Sul podio Trento e Belluno stabili rispetto al 2016: in coda la provincia di Trapani, dove la qualità della vita è insufficiente in sette dimensioni su nove (affari e lavoro; ambiente; disagio sociale e personale; servizi finanziari e scolastici; sistema salute; tempo libero, tenore di vita). Precedono Medio Campidano, in discesa, e Napoli, stabile al terzultimo posto.

La qualità della vita in Abruzzo

La prima provincia abruzzese per qualità della vita è Teramo, unica nella colonna sinistra: sale di 25 posizioni, piazzandosi al 53′ posto. Poi L’Aquila, al 68‘, seguita immediatamente dopo da Chieti, in caduta di nove posizioni. Chiude Pescara al 90′ posto, pur in risalita essendo stata, nel 2016, al 99′ posto.

Concentriamoci su L’Aquila. Per quanto riguarda affari e lavoro, L’Aquila non ha subito grandi cambiamenti: 77′ posto confermato.

Per tasso di occupazione si piazza a metà classifica (65′ posto, più o meno stabile) ed è fra le province nelle quali l’importo dei protesti, per abitanti, è più basso: 373 pro capite. A metà classifica anche per il tasso di disoccupazione, che migliora rispetto all’anno scorso. Ma le imprese che hanno chiuso i battenti aumentano: dall’81’ al 57′ posto. Un dato, quello dell’aumento della mortalità delle imprese, che accomuna le province abruzzesi: 36 posizioni in più per Teramo, dove la crisi, come nell’aquilano, morde particolarmente nell’artigianato.

Pesante caduta per quanto riguarda la classifica Ambiente: L’Aquila è 95′, con una qualità definita insufficiente. Fra i dati maggiormente negativi, produciamo più rifiuti urbani (37’posto) e differenziamo poco (80′ in graduatoria). Molte le automobili in circolazione. Risparmiamo, in compenso, sull’energia elettrica: addirittura L’Aquila si piazza entro le prime 10 province italiane. Seconda per la potenza dei pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali. Indietro sulle piste ciclabili (88’posto),  ancor peggio per il verde pubblico (102).

Bene per quanto riguarda la dimensione criminalità: L’Aquila è 31′, anche se il dato è peggiorato rispetto al 2016, dove era 23′. I reati commessi sono perlopiù contro il patrimonio (20′). Bassi gli omicidi ma non i tentati omicidi, dove si registra una drammatica escalation: dal 5′ posto dell’anno scorso, quindi un dato molto basso, al 94′ di questo anno. Anche le violenze sessuali sono aumentate: dal 6′ al 31′ posto, con 4.6 violenze ogni 100mila abitanti. Bene per quanto riguarda le rapine a banche o uffici postali.

Classifica disagio sociale: il dato migliora, passando al 54′ posto, in salita rispetto al 79′ dell’anno scorso. Rimane alta la percentuale di morti per tumore: 23 ogni 100 (5′ posto). Anche i morti per incidente stradale sono in aumento, pochi i suicidi: 3 ogni 100mila abitanti.

Male per i servizi finanziari e scolastici (78′ posto): Parma si colloca al primo posto.

Sistema salute: bene complessivamente (una prestazione definita ‘accettabile’) ma il dato peggiora rispetto al 2016. Si passa dalla 22′ posizione alla 42′. Male ad esempio i posti letto in ostetricia e ginecologia: 17 per 1000 abitanti (Foggia, prima, ne ha 35)

Tenore di vita: 88′ posto (rispetto a 92). Curiosità: abbiamo fra le pensioni più basse d’Italia. Media di scarsi 600 euro mese

(red.)

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