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Superstrada, non solo restyling

Sulla Superstrada di Bazzano non si è trattato di lavori di solo restyling del manto stradale, bensì di una vera e propria opera di messa in sicurezza urgente

Sono terminati venerdì, dopo poco più di un mese, i lavori sul viadotto della superstrada di Bazzano (SP 17ter): lavori che hanno fatto discutere nei giorni scorsi, dai bar ai social network, proprio perché eseguiti in poco tempo e con una sola apparente modifica, ovvero il nuovo manto stradale.

“Il rifacimento del manto stradale è solo una parte, quella più visibile, dei lavori che sono stati eseguiti su quel tratto, in entrambe le direzioni”

dice a Il Capoluogo Ambra Micantonio, direttore tecnico di cantiere della Appalti Ursini – di Oliviero Ursini e Gianluca Cacchio – incaricata di svolgere gli interventi.

Facciamo chiarezza, allora, sul tipo di interventi che sono stati effettuati sul viadotto della Superstrada.

“L’intervento vero e proprio di messa in sicurezza ha riguardato i giunti di dilatazione” sottolinea Micantonio. “Erano molto deteriorati non solo dagli agenti atmosferici e dall’usura, ma anche dai mancati interventi, nel corso degli anni, di manutenzione ordinaria. Pertanto, sono stati sostituiti e, in particolare, in prima e ultima campata sono stati utilizzati giunti polimerici, come quelli che vengono utilizzati in autostrada, capaci di assorbire e attenuare il movimento del ponte”.

Una tipologia di giunto di dilatazione a tampone, spiega l’Ingegnere, di tipo polimerico a caldo, simile a quelli che attualmente si stanno utilizzando sull’Autostrada dei Parchi.

“Non è mai stata messa in discussione la sicurezza del viadotto stesso”

precisa Micantonio.

“Il ponte è stato oggetto di varie perizie negli anni e anche nel post sisma: il restringimento di carreggiata, realizzato negli scorsi mesi e che si manterrà, è finalizzato alla diminuzione della velocità dei mezzi in transito”.

viadotto superstrada bazzano

E veniamo all’asfalto, una miscela particolare che permette una perfetta adesione fra gli strati, un aumento delle prestazioni ed una diminuzione delle fessurazioni.

“Abbiamo collaborato con Bitem, una delle aziende più competenti d’Italia (la stessa che si è occupata della pavimentazione della pista ciclopedonale dell’Aterno, ndr). È stato usato un bitume particolare che evita il forte deterioramento e assorbe le sollecitazioni alle quali è sottoposta la struttura. Non è stato necessario peraltro fresare il manto già esistente”.

Certo, il viadotto ha i suoi anni: costruito negli anni ’70 dallo stesso Oliviero Ursini, è stata coinvolta in questa messa in sicurezza anche l’Università per vagliare quali dovessero essere gli interventi da portare a termine più urgentemente.

Di fatto, la parte statica non è stata toccata perché per rinforzarla ci vorrebbero fondi che, al momento, non sono nelle disponibilità della Provincia: ecco perché si è optato per un intervento di sostituzione dei giunti malandati, che consentisse la percorribilità in tutta sicurezza di una arteria che è una delle più importanti entrate alla città.

Peraltro, la 17ter ‘Dell’Appennino abruzzese’ dovrebbe tornare a breve sotto la gestione dell’Anas, alla quale la Provincia passerà il testimone.

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