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Cagnano Amiterno, indovina l’abusivo fotogallery

Arrivare a Cagnano e rendersi conto che le baracche vanno di moda.

Siamo andati a vedere quanto avesse deturpato l’ambiente la struttura dell’imprenditrice Lucia Di Donato, dopo aver raccontato la sua storia.

Cagnano è un divertente collage di baracche e di pollai in onduline, lamiere varie e materiali di risulta.
Un po’ ovunque, sui terreni agricoli circostanti l’abitato, sorgono capanne e baracche realizzate alla buona e circondate da orti e da recinti.
Il ‘Comune dedito al rispetto della legalità’, come si è affrettato a rispondere qualcuno, in un rancoroso comunicato stampa non firmato indirizzato alla sottoscritta,  si deve essere distratto.

Il sindaco di Cagnano Amiterno non ha firmato il comunicato, d’altronde la “politichetta locale” ci ha abituato a figure femminili che dietro alla battaglia di genere nascondono battaglie di correnti.

Già qualche mese fa, all’epoca dell’emergenza terremoto del 18 gennaio, un non meglio identificato amministratore (perché si è rifiutato di dirmi il suo nome) aveva cercato di intimorirmi in una telefonata minatoria che mi intimava di non farmi mai vedere a Cagnano.
Tre indizi fanno una prova e parlando con le attività presenti a Cagnano, ognuna ci ha raccontato di denunce e percorsi giudiziari che hanno reso molto difficile l’avviamento delle pochissime attività.
Triste, perché un’amministrazione locale dovrebbe agevolare le rarissime attività imprenditoriali disposte, contro ogni logica economica, ad investire su dei territori depressi e sottosviluppati.

È cronaca che l’unico B&b sia stato portato in tribunale per la realizzazione della piscina e della piccola Spa adiacenti. Così come il maneggio di Lucia.

Il maneggio di Lucia Di Donato, appunto, che ha perso i 250mila euro della Regione Abruzzo e che, poi, ha visto svanire i 50mila euro del primo insediamento a causa di inesattezze procedurali e lungaggini burocratiche. Ora una strada vicinale diventa un problema comunale e una struttura all’avanguardia e di pregio viene trattata come una qualunque baracca abusiva.

Riteniamo che una amministrazione vicina alla sua gente sappia adeguare e interpretare le norme per agevolare e far sì che le cose si possano realizzare, che i territori crescano, prosperino e si arricchiscano di vita e di turismo.

Se Lucia avesse potuto inseguire i suoi sogni, usufruire degli sgravi e dei finanziamenti, in questi 7 anni avrebbe potuto far crescere il nome del suo centro ippico e, automaticamente, far conoscere Cagnano.

Già solo per il famoso stallone zangersheide Lareina Z, che vive in questo allevamento.
Molte cittadine in Italia sono diventate famose e hanno costruito una economia intorno ad un allevamento. Cagnano no.
Preferisce che nessuna attività si distingua e prenda il volo, affinché tutto sia sotto il controllo del ‘potere’?
Ogni cosa deve essere complessa da realizzare, così che ci sia sempre qualcuno da ringraziare per ogni piccolo passo avanti?
Che fatica!
Noi non vogliamo indossare le vesti di giudici, ma vedere sempre applicata una fiscalità così rigida, in un ambiente così depresso, un dubbio lo fa nascere!

Cagnano Amiterno
Cagnano Amiterno
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