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Cristicchi al TSA, reazioni aquilane

Dirompente e profondo, dissacrante e intelligente. Cantautore, scrittore, regista e attore. Simone Cristicchi è il nuovo direttore del TSA.

La scelta, ricaduta su di lui, per gli aquilani è giunta ieri come un fulmine a ciel sereno, sparigliando le carte più o meno in tavola per una nomina che, nel bando e nei tempi, aveva fatto storcere il naso a più di una persona.

Perché dall’altra parte, fra gli oltre 70 curricula arrivati, c’era anche – si sa per certo – quello di Alessandro Preziosi, già ex del TSA. Non quello di Antonio Massena, ex Uovo, non quello di Daniele Milani, regista e attore aquilano che aveva sollevato più di qualche dubbio sul bando.

E non poteva non suscitare reazioni disparate: dall’esso quissu tutto aquilano, alla perplessità, all’ottimismo per una figura del tutto nuova, finalmente.

C’è Giorgio Paravano, ad esempio che sul suo profilo Facebook si lascia andare ad un “Mah” confrontando la figura di Cristicchi a quella di Alessandro Preziosi. C’è chi si chiede chi sia, più o meno ingenuamente. C’è chi lo ricorda per la citazione di Magnotta nella sua canzone L’Italia di Piero e chi ancora non gli ha perdonato la battuta, amara e che pur squarciava un velo di ipocrisia, sulla “crisi mondiale che avanza / e i terremotati ancora in vacanza“, contenuta all’interno di ‘Meno male’, canzone del 2010.

Una scelta, appunto dirompente: perché dal “vorrei cantare come Biagio Antonacci” del 2005, canzone con la quale Cristicchi è giunto alla ribalta, ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti. E la profondità del neo direttore del TSA, il suo interesse per il sociale, la sua passione per il teatro e per le sfide è venuta fuori sempre di più.

A partire dal 2007, quando vince Sanremo con una canzone nata da una visita in un ospedale psichiatrico: da lì inizierà il suo tour attraverso gli ex manicomi, che porterà anche in teatro. Poi c’è Magazzino 18, piéce che lo vede autore e attore, sul dramma delle foibe: criticato ed elogiato per aver riportato alla memoria un pezzo di storia italiana nascosto come polvere sotto a un tappeto. E ancora, Li Romani In Russia: un monologo in romanesco che racconta la guerra dal punto di vista di chi l’ha vissuta. Portato, tra l’altro, in scena a L’Aquila con grande successo.

Si sa, gli aquilani le novità non le accettano sempre di buon grado. Ma per Cristicchi è “un dono bellissimo e inaspettato”, queste le sue parole all’Ansa:

“Dedicherò molto spazio anche agli ‘spettatori di domani’. I bambini, a cui tengo moltissimo, essendo padre. Voglio dare alla città un cartellone di altissima qualità, contando anche su tanti grandi artisti con cui ho lavorato”

Oggi la prima del TSA.

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