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Vittime strada, il ricordo e l’attesa della sicurezza

E’ la Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada. Lo ha deciso l’Onu nel 2005 per contribuire al cambiamento delle abitudini negative degli automobilisti.

Qualche sabato fa un nome e una vita spezzata si aggiungevano al triste elenco delle vittime della strada. L’incrocio killer di San Gregorio ha ucciso i sogni di una ragazza di 27 anni, ma anche quelli di chi resta.

Come ogni anno, nel giorno di questa ricorrenza che cade la terza domenica di novembre, arriva nelle mail delle redazioni dei giornali un report dettagliato stilato dalla Polizia Stradale: numeri di incidenti e di morti.

1564 persone vittime di incidenti nell’anno passato. 491 sono stati quelli con solo danni a cose, 240 quelli nei quali si sono registrate persone ferite, 8 con conseguenze mortali.

Il controllo sulla strada da parte delle forze dell’ordine non basta. Lo abbiamo visto con la statale 17 all’altezza di San Gregorio, con il rettileneo Coppito – Preturo. Lì ci sono state vittime ripetute negli anni. Ed ecco che ad ogni incidente torna attuale il tema della sicurezza: “una rotatoria, un dissuasore”, questo chiede la comunità. [San Gregorio, il comune aveva chiesto due rotatorie]

Nei giorni scorsi un tavolo di lavoro tra Anas, Regione e Comune ha affermato che i lavori sulla SS17 sarebbero partiti nell’arco di tre settimane. Il tavolo è del 7 novembre scorso quindi – si spera- che i lavori stiano per cominciare.

“Sono almeno otto anni che combatto a L’Aquila, ma le proteste, le raccolte di firme, le presenze in commissione al comune non sono bastate” – dichiara al Capoluogo Erina Panepucci, vicepresidente dell’Associazione Vittime Incidenti Stradali, sul Lavoro e malasanità (AVISL).

Erina è anche mamma di Giuseppe Magnifico che nel 2005 morì in un incidente. Un incrocio, uno stop non rispettato, alta velocità e un ragazzo ucciso a poco meno di un chilometro da casa.

Due anni fa furono stanziati e deliberati 25o mila euro destinati alla sistemazione delle strade in ottica di sicurezza, al posizionamento di attraversamenti pedonali rialzati, alla sistemazione della segnaletica.

“Era l’ultimo consiglio comunale di quell’anno. Era dicembre 2015. Oggi mi chiedo: Che fine hanno fatto quei soldi? Non mi hanno mai risposto, questa è una delle tante cose non fatte! Ai tempi in Comune l’appoggio alla mia battaglia per la sicurezza stradale è stato bipartisan: da Vittorini a Liris, da Bouchaib a Nardantonio. Ma oggi, dopo quasi due anni, i fondi sono ancora fermi e la sicurezza delle strade cittadine dovrebbe essere fra le priorità di una amministrazione che vuole definirsi civile”.

“Abbiamo presentato al Comune dell’Aquila, sempre alla giunta Cialente, il Piano DAVID, analogo piano per la sicurezza stradale elaborato dall’associazione Lorenzo Guarnieri al Comune di Firenze. Lì ha ridotto di un terzo la mortalità sulle strade. Certo, non chiediamo che venga stanziata la stessa somma: ma almeno in parte si può”.

Abbiamo strade pericolose, ci si indigna solo in occasione di un morto

“Tra Coppito 1 e 2 la gente va a piedi sulla carreggiata, mancano marciapiedi, un manto statale senza manutenzione. Qui non c’è in concetto della sicurezza!”

Il ricordo delle vittime della strada per Erina non è solo oggi, ma ogni giorno.

Più del doppio del numero di morti nei campi di sterminio
Diciotto volte il numero di morti della guerra di Corea
Diciassette volte il numero di morti della guerra del Vietnam
Centotrenta volte il numero di morti della strage di Hiroshima
La guerra dei cent’anni in una settimana
Le Crociate in meno di 3 secondi
A mio figlio, a mio padre, a mio cugino, alla mia famiglia così pesantemente colpita dalla violenza stradale, a tutte le Vittime e i loro familiari.

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