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Giorgia Meloni, gli immigrati, le case post sisma

The Day After Tomorrow, verrebbe da dire. La visita di Giorgia Meloni a L’Aquila movimenta la domenica aquilana. A scatenare il dibattito politico e cittadino un post su un binomio più che incandescente: immigrati e progetto case.

La presidente di Fratelli d’Italia scrive:

Cronache di follia quotidiana da L’Aquila: il sindaco di Fratelli d’Italia Pierluigi Biondi appena insediato ha annullato un bando per l’assegnazione degli alloggi comunali varato dalla precedente amministrazione. Perché? Sui primi 50 alloggi, grazie ai criteri individuati dalla sinistra, 40 sarebbero andati agli stranieri. A L’Aquila, in una città terremotata! Addirittura si permetteva a questi stranieri di prendere la residenza dopo aver avuto la casa. Ma vi rendete conto? Fortunatamente è arrivata un’amministrazione seria e questa follia è stata bloccata. Le case andranno alle famiglie aquilane terremotate. Evviva Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale

Un post che raccoglie oltre 6.7mila like, 1718 condivisioni e un’infinità di commenti.

La pancia della città raccoglie, soprattutto dopo il tormentone delle scorse settimane sui criteri di assegnazione degli alloggi post sisma del bando scaduto lo scorso gennaio, dopo la presa di posizione di Bignotti che vuole dettare regole differenti per l’assegnazione, dopo lo slogan “prima gli aquilani” e anche dopo la bagarre sugli immigrati nel cas di via Roma.

L’ex assessore all’Assistenza alla popolazione, Fabio Pelini, commenta e denuncia “l’ideologia” sfoggiata dalla presidente.

Giogia Meloni, se hai un minimo di dignità e di decenza, confrontati con me pubblicamente, in merito alle falsità che hai affermato in questo post dove, come spesso ti accade, pieghi la realtà dei fatti alla tua ideologia impregnata di discriminazione e bassa demagogia, al solo fine di raccattare quattro voti. Aggiungo per gli eventuali pasdaran – che non mancano mai – di rispondere o commentare nel merito della questione, e non sulla base delle loro granitiche (e fallimentari) certezze ideologiche. 
Sempre che qualche argomentazione ce l’abbiano!

L’ex sindaco Cialente invita a rileggere il bando della discordia e l’ex assessore Di Giovambattista denuncia “sciocchezze e falsità”.

Per oggi la questione capoluogo, titolo rivendicato da Pescara, potrebbe passare in secondo piano.

 

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