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Legge 40, tra incostituzionalità e favoritismi

All’indomani del recepimento da parte del Consiglio Comunale della legge regionale numero 40 del 2017 in materia di recupero del patrimonio edilizio esistente, destinazioni d’uso e contenimento del suolo, l’assessore all’urbanistica Luigi D’Eramo ha convocato la stampa presso Palazzo Fibbioni per fare chiarezza circa le limitazioni cui la norma è stata sottoposta.

“Riguardo la pianificazione del territorio è giusto che sia l’amministrazione comunale ad avere l’ultima parola soprattutto nel caso della nostra città che sta affrontando la ricostruzione e che nei prossimi tredici mesi adotterà il nuovo piano regolatore. – ha dichiarato D’Eramo ai giornalisti – In Consiglio c’è stata collaborazione da parte dei colleghi dell’opposizione e ciò è stato fondamentale, del resto si trattava di determinare il futuro della città. Con le modifiche apportate alla legge 40 abbiamo evitato il rischio di grandi speculazioni ed ora i cittadini potranno apportare modifiche alle piccole proprietà.”

Quali immobili potranno beneficiare di eventuali modifiche? “Sarà consentito il cambio di destinazione d’uso dei locali accessori che non superino i 40 metri quadrati, – ha spiegato D’Eramo – considerando che le proprietà immobiliari nel territorio hanno una superficie media di 110/120 metri quadri possiamo dire di aver allargato considerevolmente i margini di intervento. Nel novero delle proprietà modificabili non sono compresi i garage, gli interrati ed i seminterrati per motivi di sicurezza. Sono altresì escluse le aree PEEP e PAP:”

La legge 40 si va ad inserire in un panorama normativo già molto complesso che vede sommarsi diverse che vede sommarsi diverse leggi regionali e relative modifiche. Il quadro è quindi complesso soprattutto alla luce del fatto che il Governo ha impugnato davanti la Corte Costituzionale tra articoli della legge: “Tra le modifiche apportate alla legge 40, che peraltro entrerà in vigore domani, abbiamo inserito una clausola di salvaguardia poiché se in futuro i tre articoli, che sono il cuore della norma stessa, dovessero essere dichiarati incostituzionali gli immobili modificati in forza di quegli articoli dovranno essere riportati allo stato precedente le modifiche”. D’Eramo ha quindi invitato chi fosse interessato ad attendere i pronunciamento della Corte.

Il capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale, Roberto Silveri, ha sottolineato come i rappresentanti cittadini presso il Consiglio Regionale abbiano mancato di compiere il proprio dovere dal momento che questa legge è stata concepita a beneficio delle zone costiere della regione: “La legge 40 è stata pensata sulla costa e fatta ad hoc per la costa. I nostri rappresentanti in regione probabilmente non hanno saputo svolgere il loro dovere e come risultato la macchina amministrativa comunale ha dovuto lavorare per due settimane per poter adattare la norma alle nostre esigenze. Questo la dice lunga su quanto contiamo in Abruzzo: niente”. A Silveri ha fatto eco D’Eramo: “Ritengo che l’amministrazione regionale abbia commesso una scortesia istituzionale non consultandoci, nessuno si è posto il problema di quali fossero i bisogni del capoluogo mentre un articolo della legge riguarda la Pineta Dannunziana di Pescara. A parte l’apprezzamento che posso nutrire verso la figura culturale di D’Annunzio sento puzza di favoritismo”.

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