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Commercianti, disco orario o strisce blu?

di Alessandra Prospero

Ripristinare le strisce blu ma, al contempo, rimborsare la sosta a pagamento per i clienti delle attività commerciali.

Questo quanto proposto ieri dai cinque rappresentanti dei commercianti del centro all’amministrazione comunale in un incontro a porte chiuse avvenuto a Palazzo Fibbioni. Al tavolo erano presenti i cinque rappresentanti dell’assemblea dei commercianti, da essa delegati: Roberto Grillo, Erina Panepucci, Sara Cavallo, Tullio Manieri e Ugo Mastropietro.

L’intento della proposta avanzata dai commercianti sarebbe quello di limitare le lunghe soste effettuate dai mezzi degli operai e degli addetti ai lavori della ricostruzione. Soste che durano una intera giornata ed impediscono di fatto il ricambio dei parcheggi e delle visite stesse in centro.

La proposta prevederebbe una quota minima di 50 centesimi per la sosta; tale cifra però verrebbe rimborsata a chi acquistasse presso i negozi del centro.

Non tutti però sono d’accordo: una delle voci più forti che si è levata contro tale proposta è quella di Natalia Nurzia, titolare del Bar Fratelli Nurzia e dell’omonima azienda produttrice del torrone.

nurzia

L’imprenditrice (che nel dicembre del 2009 aveva riaperto la sua attività in centro grazie a un’agibilità parziale), si dissocia pubblicamente dalla proposta avanzata dalla ristretta rappresentanza dei commercianti e spiega a IlCapoluogo le sue motivazioni.

“Era stata avanzata l’ipotesi di un disco orario che, a mio avviso, è la soluzione più veloce ed economica poiché non va a gravare sulle tasche di nessuno. Garantisce il ricambio necessario per l’afflusso di cittadini e lavoratori e ristabilisce equità dando la possibilità a tutti di sostare, in maniera non onerosa. Credo che, unitamente a un’autorizzazione speciale per i residenti, sia la soluzione migliore

prosegue Natalia Nurzia.

“I disagi per chi vive il centro sono molteplici: bisognerebbe accelerare tutti i passaggi della ricostruzione, in primis quelli dei sottoservizi che spesso ostano a un normale esercizio anche delle attività basilari. Inoltre le lungaggini della ricostruzione comprendono anche le innumerevoli proroghe richieste dai cantieri relativamente alla data di fine lavori. Certo, è bene che i commercianti si uniscano e facciano sentire la propria voce ma io in prima persona non sono stata neanche avvertita dell’incontro di ieri. Infine ricordo che all’altezza del Grand Hotel c’è un evidente divieto d’accesso (fatta eccezione per gli autorizzati e i residenti) riguardo al quale l’imbarazzo della scelta tra strisce blu e disco orario non sussiste, escludendo le due possibilità a priori”.

All’incontro a porte chiuse ha presenziato la delegazione scelta dall’assemblea dei commercianti in una precedente riunione.Si va verso un Consorzio commercianti del Centro storico: degli 800 esercizi presenti prima del sisma, ora se ne contano appena 40.

“Creare un Consorzio che si faccia portavoce delle nostre esigenze sarebbe utile e proficuo, purché vengano coinvolti tutti e vengano accolti i veri bisogni di chi combatte quotidianamente per la ripresa dell’Aquila.”

chiosa Nurzia.

 “La cosa fondamentale non sono gli individualismi ma che L’Aquila torni a vivere e a produrre”.

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